• Comunicazione ai Professionisti e ai Neolaureati e ai nostri giovani

    L’Associazione Smart Cities Italy, con il Patrocinio di AIMBA – Associazione Italiana dei Master in Business Administration – UNIPROFESSIONI, MAGAZINE QUALITA’, EUROPARTNERS e AMBER - tra le prime organizzazioni in Italia ad occuparsi di consulenza e percorsi formativi sui temi del Mobility Management -
    Vi invita a partecipare al primo corso formativo 2023
    orientato alla professione e al ruolo del MOBILITY MANAGER
    che si terrà il 23 e 30 Marzo 2023 dalle ore 14,30 alle ore 17,30
    a MILANO presso la sala Cronos - Spazio PIN - V.le Sondrio, 5
    (in caso di specifiche richieste da verificare sulla base delle manifestazioni di interesse
    lo svolgimento del corso può essere previsto anche da remoto o tenersi in altro luogo)
    Il percorso formativo è principalmente indirizzato a Consulenti/Professionisti come: Commercialisti, Avvocati, Consulenti di Strategia aziendale, di Qualità, Sicurezza, Igiene e Salute, Ambiente, ma anche a Laureati/Laureandi o comunque a tutti coloro che - rispondendo ai criteri di obbligatorietà – vorranno assumere ed assumeranno il ruolo di Mobility Manager aziendale per la mobilità sostenibile - anche in previsione dei programmi nazionali del PNRR ed Europei emanati per consentire la riduzione strutturale e permanente dell’impatto ambientale derivante dal traffico veicolare privato nelle aree urbane e metropolitane.
    I posti sono limitati e, qualora interessati, chiediamo cortesemente di dare preventivo adeguato riscontro alla presente e.mail scrivendo a info@smartcitiesitaly.it per prenotare la Vs. presenza.
    In allegato la locandina del Corso
    Per ricevere ulteriori informazioni è possibile inviare una mail a info@smartcitiesitaly.it o a presidentesmartcitiesitaly@gmail.com - Giovanna Menzaghi - tel. 342 – 9233.829
    Ringraziando anticipatamente per l’attenzione, porgiamo i più cordiali saluti.
    Associazione Smart Cities Italy
    Comunicazione ai Professionisti e ai Neolaureati e ai nostri giovani L’Associazione Smart Cities Italy, con il Patrocinio di AIMBA – Associazione Italiana dei Master in Business Administration – UNIPROFESSIONI, MAGAZINE QUALITA’, EUROPARTNERS e AMBER - tra le prime organizzazioni in Italia ad occuparsi di consulenza e percorsi formativi sui temi del Mobility Management - Vi invita a partecipare al primo corso formativo 2023 orientato alla professione e al ruolo del MOBILITY MANAGER che si terrà il 23 e 30 Marzo 2023 dalle ore 14,30 alle ore 17,30 a MILANO presso la sala Cronos - Spazio PIN - V.le Sondrio, 5 (in caso di specifiche richieste da verificare sulla base delle manifestazioni di interesse lo svolgimento del corso può essere previsto anche da remoto o tenersi in altro luogo) Il percorso formativo è principalmente indirizzato a Consulenti/Professionisti come: Commercialisti, Avvocati, Consulenti di Strategia aziendale, di Qualità, Sicurezza, Igiene e Salute, Ambiente, ma anche a Laureati/Laureandi o comunque a tutti coloro che - rispondendo ai criteri di obbligatorietà – vorranno assumere ed assumeranno il ruolo di Mobility Manager aziendale per la mobilità sostenibile - anche in previsione dei programmi nazionali del PNRR ed Europei emanati per consentire la riduzione strutturale e permanente dell’impatto ambientale derivante dal traffico veicolare privato nelle aree urbane e metropolitane. I posti sono limitati e, qualora interessati, chiediamo cortesemente di dare preventivo adeguato riscontro alla presente e.mail scrivendo a info@smartcitiesitaly.it per prenotare la Vs. presenza. In allegato la locandina del Corso Per ricevere ulteriori informazioni è possibile inviare una mail a info@smartcitiesitaly.it o a presidentesmartcitiesitaly@gmail.com - Giovanna Menzaghi - tel. 342 – 9233.829 Ringraziando anticipatamente per l’attenzione, porgiamo i più cordiali saluti. Associazione Smart Cities Italy
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  • LIBERTA DI STAMPA : Occidente Vs Oriente

    Quando dite che in Russia non c’è libertà di stampa, ricordatevi che questi due bambini non hanno mai visto il padre, il giornalista Julian Assange, arrestato perché colpevole di aver denunciato la verità.

    Quale verità? Ha reso pubbliche prove inequivocabili che ad organizzare i conflitti interni per far saltare governi e giustificare l’intervento armato degli Americani, sono provate dagli stessi Americani.

    Per essere più esplicito, il nazismo o l’Isis sono due facce della stessa medaglia e guarda caso, oggi combattono fianco a fianco in Ucraina? Non ci credete? Guardate questo video
    [a]https%3A%2F%2Fsocial.alfassa.org%2Fpost%2F1556_i-terroristi-dell-isis-combattono-nell-esercito-ucraino-a-denunciarlo-e-una-tele.html[/a]

    La colpa è degli Americani? No, gli Americani non sono un popolo, sono degli Europei che hanno sterminato i nativi, quindi, se proprio volete puntare il dito contro qualcuno, fatelo davanti ad uno specchio.

    https://social.alfassa.org/post/1556_i-terroristi-dell-isis-combattono-nell-esercito-ucraino-a-denunciarlo-e-una-tele.html
    LIBERTA DI STAMPA : Occidente Vs Oriente Quando dite che in Russia non c’è libertà di stampa, ricordatevi che questi due bambini non hanno mai visto il padre, il giornalista Julian Assange, arrestato perché colpevole di aver denunciato la verità. Quale verità? Ha reso pubbliche prove inequivocabili che ad organizzare i conflitti interni per far saltare governi e giustificare l’intervento armato degli Americani, sono provate dagli stessi Americani. Per essere più esplicito, il nazismo o l’Isis sono due facce della stessa medaglia e guarda caso, oggi combattono fianco a fianco in Ucraina? Non ci credete? Guardate questo video [a]https%3A%2F%2Fsocial.alfassa.org%2Fpost%2F1556_i-terroristi-dell-isis-combattono-nell-esercito-ucraino-a-denunciarlo-e-una-tele.html[/a] La colpa è degli Americani? No, gli Americani non sono un popolo, sono degli Europei che hanno sterminato i nativi, quindi, se proprio volete puntare il dito contro qualcuno, fatelo davanti ad uno specchio. https://social.alfassa.org/post/1556_i-terroristi-dell-isis-combattono-nell-esercito-ucraino-a-denunciarlo-e-una-tele.html
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  • Comunicazione per gli Enti Pubblici
    L’Associazione Smart Cities Italy, con il Patrocinio di AIMBA – Associazione Italiana dei Master in Business Administration – UNIPROFESSIONI, MAGAZINE QUALITA’, EUROPARTNERS e AMBER - tra le prime organizzazioni in Italia ad occuparsi di consulenza e percorsi formativi sui temi del Mobility Management -
    Vi invita a partecipare al primo corso formativo 2023
    orientato alla professione e al ruolo del MOBILITY MANAGER
    che si terrà il 13 e 18 Aprile 2023 dalle ore 9-12 e dalle ore 14-17
    a MILANO presso la sala Cronos - Spazio PIN - V.le Sondrio, 5
    (in caso di specifiche richieste da verificare sulla base delle manifestazioni di interesse
    lo svolgimento del corso può essere previsto anche da remoto o tenersi in altro luogo)
    Il percorso formativo è principalmente indirizzato a Sindaci, Segretari e Direttori Generali, Assessori di EE.PP., Amministratori o Tecnici con delega alla mobilità sostenibile, alle infrastrutture urbane o all'ambiente, Direttori di Funzione, Assistenti ai Direttori di funzione, Consulenti, Valutatori Ispettivi Interni della Qualità, della Sicurezza, dell'Ambiente o comunque a tutti coloro che - rispondendo ai criteri di obbligatorietà – vorranno assumere ed assumeranno il ruolo di Mobility Manager aziendale per la mobilità sostenibile - anche in previsione dei programmi nazionali del PNRR ed Europei emanati per consentire la riduzione strutturale e permanente dell’impatto ambientale derivante dal traffico veicolare privato nelle aree urbane e metropolitane.
    I posti sono limitati e, qualora interessati, chiediamo cortesemente di dare preventivo adeguato riscontro alla presente e.mail scrivendo a info@smartcitiesitaly.it per prenotare la Vs. presenza.
    In allegato la locandina del Corso
    Per ricevere ulteriori informazioni è possibile inviare una mail a info@smartcitiesitaly.it o a presidentesmartcitiesitaly@gmail.com - Giovanna Menzaghi - tel. 342 – 9233.829
    Ringraziando anticipatamente per l’attenzione, porgiamo i più cordiali saluti.
    Associazione Smart Cities Italy
    Comunicazione per gli Enti Pubblici L’Associazione Smart Cities Italy, con il Patrocinio di AIMBA – Associazione Italiana dei Master in Business Administration – UNIPROFESSIONI, MAGAZINE QUALITA’, EUROPARTNERS e AMBER - tra le prime organizzazioni in Italia ad occuparsi di consulenza e percorsi formativi sui temi del Mobility Management - Vi invita a partecipare al primo corso formativo 2023 orientato alla professione e al ruolo del MOBILITY MANAGER che si terrà il 13 e 18 Aprile 2023 dalle ore 9-12 e dalle ore 14-17 a MILANO presso la sala Cronos - Spazio PIN - V.le Sondrio, 5 (in caso di specifiche richieste da verificare sulla base delle manifestazioni di interesse lo svolgimento del corso può essere previsto anche da remoto o tenersi in altro luogo) Il percorso formativo è principalmente indirizzato a Sindaci, Segretari e Direttori Generali, Assessori di EE.PP., Amministratori o Tecnici con delega alla mobilità sostenibile, alle infrastrutture urbane o all'ambiente, Direttori di Funzione, Assistenti ai Direttori di funzione, Consulenti, Valutatori Ispettivi Interni della Qualità, della Sicurezza, dell'Ambiente o comunque a tutti coloro che - rispondendo ai criteri di obbligatorietà – vorranno assumere ed assumeranno il ruolo di Mobility Manager aziendale per la mobilità sostenibile - anche in previsione dei programmi nazionali del PNRR ed Europei emanati per consentire la riduzione strutturale e permanente dell’impatto ambientale derivante dal traffico veicolare privato nelle aree urbane e metropolitane. I posti sono limitati e, qualora interessati, chiediamo cortesemente di dare preventivo adeguato riscontro alla presente e.mail scrivendo a info@smartcitiesitaly.it per prenotare la Vs. presenza. In allegato la locandina del Corso Per ricevere ulteriori informazioni è possibile inviare una mail a info@smartcitiesitaly.it o a presidentesmartcitiesitaly@gmail.com - Giovanna Menzaghi - tel. 342 – 9233.829 Ringraziando anticipatamente per l’attenzione, porgiamo i più cordiali saluti. Associazione Smart Cities Italy
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  • Comunicazione per gli Enti Pubblici
    L’Associazione Smart Cities Italy, con il Patrocinio di AIMBA – Associazione Italiana dei Master in Business Administration – UNIPROFESSIONI, MAGAZINE QUALITA’, EUROPARTNERS e AMBER - tra le prime organizzazioni in Italia ad occuparsi di consulenza e percorsi formativi sui temi del Mobility Management -
    Vi invita a partecipare al primo corso formativo 2023
    orientato alla professione e al ruolo del MOBILITY MANAGER
    che si terrà il 13 e 18 Aprile 2023 dalle ore 9-12 e dalle ore 14-17
    a MILANO presso la sala Cronos - Spazio PIN - V.le Sondrio, 5
    (in caso di specifiche richieste da verificare sulla base delle manifestazioni di interesse
    lo svolgimento del corso può essere previsto anche da remoto o tenersi in altro luogo)
    Il percorso formativo è principalmente indirizzato a Sindaci, Segretari e Direttori Generali, Assessori di EE.PP., Amministratori o Tecnici con delega alla mobilità sostenibile, alle infrastrutture urbane o all'ambiente, Direttori di Funzione, Assistenti ai Direttori di funzione, Consulenti, Valutatori Ispettivi Interni della Qualità, della Sicurezza, dell'Ambiente o comunque a tutti coloro che - rispondendo ai criteri di obbligatorietà – vorranno assumere ed assumeranno il ruolo di Mobility Manager aziendale per la mobilità sostenibile - anche in previsione dei programmi nazionali del PNRR ed Europei emanati per consentire la riduzione strutturale e permanente dell’impatto ambientale derivante dal traffico veicolare privato nelle aree urbane e metropolitane.
    I posti sono limitati e, qualora interessati, chiediamo cortesemente di dare preventivo adeguato riscontro alla presente e.mail scrivendo a info@smartcitiesitaly.it per prenotare la Vs. presenza.
    In allegato la locandina del Corso
    Per ricevere ulteriori informazioni è possibile inviare una mail a info@smartcitiesitaly.it o a presidentesmartcitiesitaly@gmail.com - Giovanna Menzaghi - tel. 342 – 9233.829
    Ringraziando anticipatamente per l’attenzione, porgiamo i più cordiali saluti.
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  • Stiamo aiutando gratis le piccole medie imprese con analisi e consulenza fiscale il 14 marzo all'hotel degli Arcimboldi viale Sarca 336 a Milano dalle 16 alle 20 ingresso libero fino a dispsizone dei posti,
    [a]www.altaquota.it[/a] PR senior Salin 346 5272253 comunicato stampa adn kronos
    Stiamo aiutando gratis le piccole medie imprese con analisi e consulenza fiscale il 14 marzo all'hotel degli Arcimboldi viale Sarca 336 a Milano dalle 16 alle 20 ingresso libero fino a dispsizone dei posti, [a]www.altaquota.it[/a] PR senior Salin 346 5272253 comunicato stampa adn kronos
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  • Nel rapporto Maré, ovvero sullo stato delle spese fiscali, tra le tante una frase é particolarmente illuminante: "Le spese fiscali tendono ad avere un carattere non sistemico e una natura frammentata che ne mette in evidenza il prevalente utilizzo per finalità politiche e di scambio con vari gruppi d’interesse".

    Il bello della democrazia, e della "libertá" ne che dovrebbe conseguire, dovrebbe essere la capacitá del Sistema di rimettersi in discussione. Cosa che nelle dittature non lo puó essere.

    Ma non serve a nulla e resta una pura esercitazione di ipocrisia, se poi alle dichiarazioni non seguono i fatti.

    Sto parlando della ormai improrogabile riduzione delle «spese fiscali». Si tratta di un insieme di deduzioni, detrazioni, sospensioni e riduzioni d’imposta per gruppi specifici di cittadini o imprese che in questi anni non ha fatto che crescere. Fino a un totale di 740 misure.

    Chi mi segue da anni, sa che da molto tempo ho sollevato il problema. Che peraltro, nonostante la buona intenzione di Maré e sicuramente della sua competenza, credo che sia ancora non perfettamente inquadrato nella sua incredibile realtá. É il numero piú alto tra i 38 Paesi OCSE, ed inciderebbe, secondo il rapporto, per 128 miliardi l'anno.

    La maggior parte di queste misure sono pensate ad hoc per i diversi centri di interesse, piccoli o grandi. É in questo malo-uso del potere politico che sta appunto la spiegazione del perché é bello avere un parlamentare per amico.

    Ci hanno provato in tanti a fare questa riduzione, ma si sa che tra "colleghi" non ci si puó combattere. E dunque "nemici" nelle aule del parlamento dove tuonano accuse reciproche, "amici" appena il cartellino si timbra all'uscita, e si va al ristorante a mangiare a spese nostre per fare i soliti inciuci. E questo non é qualunquismo. É triste realtá.

    Si dovrebbe intervenire in due fasi: la prima consisterebbe nel tagliare "orizzontalmente" TUTTE queste detrazioni o deduzioni che non siano di ordine sociale. Perché ancora per il momento purtroppo viviamo in un Sistema nel quale giustamente TUTTI paghiamo in corrispondenza alla nostra capacitá, ma poi prendiamo in modo differente. Quindi da noi vale il principio che piú paghiamo, meno prendiamo, altra stortura che dovrebbe essere trattata. E fintanto che non lo sará le facilitazioni fiscali hanno un ruolo sociale e quindi difficilmente sostituibile.

    Per avere una societá "giusta" come si riempiono la bocca tutti quanti, dovremo andare verso un ampliamento della qualitá, della quantitá dei servizi e della fruibilitá universale dato che tutti vi avranno contribuito in ossequio all'art 53 della Costituzione.

    Nel frattempo in attesa che qualcosa accada, meno male che c'é il Consiglio di Stato che sentenzia, tra l'altro: “La proroga automatica delle concessioni demaniali marittime in essere si pone in frontale contrasto” con varie direttive europee “e va, conseguentemente, disapplicata da qualunque organo dello Stato” scrivono i giudici amministrativi, aggiungendo che anche le nuove norme inserite nel Milleproroghe del 24 febbraio scorso vanno “disapplicate”.

    Questa ulteriore proroga alla vergogna delle concessioni é stata condannata.

    Ci saranno conseguenze? Lo dubito. E qui sta il massimo della ipocrisia della cosí detta democrazia. Far finta che ci siano le "protezioni", ma poi renderle inefficaci. E tutto resta come prima.
    Ugo Busatti
    Nel rapporto Maré, ovvero sullo stato delle spese fiscali, tra le tante una frase é particolarmente illuminante: "Le spese fiscali tendono ad avere un carattere non sistemico e una natura frammentata che ne mette in evidenza il prevalente utilizzo per finalità politiche e di scambio con vari gruppi d’interesse". Il bello della democrazia, e della "libertá" ne che dovrebbe conseguire, dovrebbe essere la capacitá del Sistema di rimettersi in discussione. Cosa che nelle dittature non lo puó essere. Ma non serve a nulla e resta una pura esercitazione di ipocrisia, se poi alle dichiarazioni non seguono i fatti. Sto parlando della ormai improrogabile riduzione delle «spese fiscali». Si tratta di un insieme di deduzioni, detrazioni, sospensioni e riduzioni d’imposta per gruppi specifici di cittadini o imprese che in questi anni non ha fatto che crescere. Fino a un totale di 740 misure. Chi mi segue da anni, sa che da molto tempo ho sollevato il problema. Che peraltro, nonostante la buona intenzione di Maré e sicuramente della sua competenza, credo che sia ancora non perfettamente inquadrato nella sua incredibile realtá. É il numero piú alto tra i 38 Paesi OCSE, ed inciderebbe, secondo il rapporto, per 128 miliardi l'anno. La maggior parte di queste misure sono pensate ad hoc per i diversi centri di interesse, piccoli o grandi. É in questo malo-uso del potere politico che sta appunto la spiegazione del perché é bello avere un parlamentare per amico. Ci hanno provato in tanti a fare questa riduzione, ma si sa che tra "colleghi" non ci si puó combattere. E dunque "nemici" nelle aule del parlamento dove tuonano accuse reciproche, "amici" appena il cartellino si timbra all'uscita, e si va al ristorante a mangiare a spese nostre per fare i soliti inciuci. E questo non é qualunquismo. É triste realtá. Si dovrebbe intervenire in due fasi: la prima consisterebbe nel tagliare "orizzontalmente" TUTTE queste detrazioni o deduzioni che non siano di ordine sociale. Perché ancora per il momento purtroppo viviamo in un Sistema nel quale giustamente TUTTI paghiamo in corrispondenza alla nostra capacitá, ma poi prendiamo in modo differente. Quindi da noi vale il principio che piú paghiamo, meno prendiamo, altra stortura che dovrebbe essere trattata. E fintanto che non lo sará le facilitazioni fiscali hanno un ruolo sociale e quindi difficilmente sostituibile. Per avere una societá "giusta" come si riempiono la bocca tutti quanti, dovremo andare verso un ampliamento della qualitá, della quantitá dei servizi e della fruibilitá universale dato che tutti vi avranno contribuito in ossequio all'art 53 della Costituzione. Nel frattempo in attesa che qualcosa accada, meno male che c'é il Consiglio di Stato che sentenzia, tra l'altro: “La proroga automatica delle concessioni demaniali marittime in essere si pone in frontale contrasto” con varie direttive europee “e va, conseguentemente, disapplicata da qualunque organo dello Stato” scrivono i giudici amministrativi, aggiungendo che anche le nuove norme inserite nel Milleproroghe del 24 febbraio scorso vanno “disapplicate”. Questa ulteriore proroga alla vergogna delle concessioni é stata condannata. Ci saranno conseguenze? Lo dubito. E qui sta il massimo della ipocrisia della cosí detta democrazia. Far finta che ci siano le "protezioni", ma poi renderle inefficaci. E tutto resta come prima. Ugo Busatti
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  • “I salari fermi al palo, lo shock dei prezzi energetici e l'alta inflazione hanno messo in gran sofferenza le famiglie italiane nel 2022 persino in ambiti essenziali, come l'abitazione, la salute e la spesa alimentare. Anche quest'anno, il Termometro Altroconsumo segna temperature rigide, fotografando una generale situazione di impoverimento degli Italiani che, si dimostrano, per il 76%, sfiduciati nei confronti del futuro.” dichiara Federico Cavallo, responsabile delle relazioni esterne dell’associazione.

    La situazione é molto difficile e purtroppo non si vede via d'uscita. Si registra un impoverimento della capacità per gli italiani nel sostenere le spese dei 6 diversi ambiti: abitazione, mobilità, salute, alimentazione, istruzione, cultura e tempo libero.

    E se alcune di queste spese non sono comprimibili, altre lo sono. Ma purtroppo non si fa abbastanza attenzione a "punire" chi se ne approfitta. E se nel prossimo futuro si cederá ad un adeguamento delle retribuzioni, allora potremo metterci l'anima in pace che questa inflazione non ci abbandonerá tanto presto.

    La sciagurata politica energetica, figlia di questo interventismo bellico che ci procura solo guai, oltre ad essere decisamente incauto, e la mancanza di una politica capace di "punire" chi si approfitta della situazione alzando i prezzi a dismisura, ci regaleranno anni difficili, sempre che i guerrafondai non riescano nel loro intento di scatenare una guerra totale.

    Ma se per Grazia di Dio questo non accadrá, sará molto complicato far rientrare questa enorme manovra speculativa, e sul tappeto resteranno le difficoltá delle famiglie meno abbienti, che saranno le piú penalizzate. E allora si ritornerá alle politiche di "emergenza", ai bonus, ai regali, ad incrementare il debito, e questo senza considerare l'effetto tassi sulla consistenza degli interessi che dovremo pagare per finanziarci che cova ancora sotto le ceneri.

    In quattro anni sono riusciti a creare per noi parco buoi cosí tanti problemi che se qualcuno me lo avesse raccontato nel 2018, lo avrei preso per pazzo. E invece é tutto vero.
    “I salari fermi al palo, lo shock dei prezzi energetici e l'alta inflazione hanno messo in gran sofferenza le famiglie italiane nel 2022 persino in ambiti essenziali, come l'abitazione, la salute e la spesa alimentare. Anche quest'anno, il Termometro Altroconsumo segna temperature rigide, fotografando una generale situazione di impoverimento degli Italiani che, si dimostrano, per il 76%, sfiduciati nei confronti del futuro.” dichiara Federico Cavallo, responsabile delle relazioni esterne dell’associazione. La situazione é molto difficile e purtroppo non si vede via d'uscita. Si registra un impoverimento della capacità per gli italiani nel sostenere le spese dei 6 diversi ambiti: abitazione, mobilità, salute, alimentazione, istruzione, cultura e tempo libero. E se alcune di queste spese non sono comprimibili, altre lo sono. Ma purtroppo non si fa abbastanza attenzione a "punire" chi se ne approfitta. E se nel prossimo futuro si cederá ad un adeguamento delle retribuzioni, allora potremo metterci l'anima in pace che questa inflazione non ci abbandonerá tanto presto. La sciagurata politica energetica, figlia di questo interventismo bellico che ci procura solo guai, oltre ad essere decisamente incauto, e la mancanza di una politica capace di "punire" chi si approfitta della situazione alzando i prezzi a dismisura, ci regaleranno anni difficili, sempre che i guerrafondai non riescano nel loro intento di scatenare una guerra totale. Ma se per Grazia di Dio questo non accadrá, sará molto complicato far rientrare questa enorme manovra speculativa, e sul tappeto resteranno le difficoltá delle famiglie meno abbienti, che saranno le piú penalizzate. E allora si ritornerá alle politiche di "emergenza", ai bonus, ai regali, ad incrementare il debito, e questo senza considerare l'effetto tassi sulla consistenza degli interessi che dovremo pagare per finanziarci che cova ancora sotto le ceneri. In quattro anni sono riusciti a creare per noi parco buoi cosí tanti problemi che se qualcuno me lo avesse raccontato nel 2018, lo avrei preso per pazzo. E invece é tutto vero.
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  • So che non tutti sono appassionati dei temi economici o peggio finanziari. Ma dobbiamo fare una piccola pausa di riflessione, perché deve essere chiaro quello che sta succedendo. Che tanto per cambiare, in questo periodo turbolento, é molto grave.

    Magari dall'esterno vedere che la BCE aumenta i tassi dello 0,50% non fa pensare a conseguenze particolari. Vabbé, i soldi in banca costeranno un po' di piú. Pazienza. Ma le cose non stanno cosí.

    Il meccanismo di stampare soldi a fronte di certificati dei vari Tesori, ovvero di creare debito, se da un lato serve a limitare l'inflazione ( parlo dei tempi normali, dato che é noto che se stampi troppo denaro crei inflazione) dall'altro espone gli Stati a pagare grandi somme di interessi. A chi? A qualche privato che compera tali titoli, ma soprattutto agli investitori istituzionali. In prima linea le banche. Che sono piene di titoli di Stato.

    Tali titoli di stato, sono pezzi di carta ( virtuali) che impegnano lo Stato a rimborsare il 100% del capitale investito ad una certa data, e nel frattempo offrono degli interessi. Ma il valore di tali "pezzi di carta" varia a seconda del mercato.

    Se io posseggo un titolo decennale che mi rende il 2,8% l'anno, e sono al quinto anno di godimento, e vedo che sul mercato ci sono titoli che rendono il 4,09%, che faccio? Cerco di vendere il titolo che rende il 2,8% per fare cassa e acquistare quelli che rendono il 4,09%. Ma ovviamente chi acquisterá il mio titolo al 2,8% vorrá un premio, perché altrimenti perderá soldi. E quindi vorrá acquistare i miei titoli non al valore di, per esempio, 94 ( compero oggi a 94 quello che tra cinque anni mi sará rimborsato a 100) ma offrirá 92, o 91. O peggio.

    Questo cosa significa? Che le banche, cariche di titoli di Stato ciascuno dei quali secondo la emissione esprime un certo valore, con il rialzo dei tassi hanno una perdita molto importante, avendo in portafoglio titoli che valgono meno. Ma questa perdita non é reale fino a quando non si deve vendere per qualche motivo.

    Questo é successo alla Silicon Valley Bank, ottima banca, ben gestita, ma obbligata alla vendita forzata, in quel caso, non solo di titoli di stato, ma di obbligazioni societarie o azioni che costituivano il suo patrimonio. La corsa agli sportelli, generata dal panico, farebbe fallire qualunque banca.

    Si sperava che le dichiarazioni di Biden che rassicurava i depositanti che comunque sarebbero stati ripagati, avrebbero evitato di innescare una crisi a catena. Ma ora all'orizzonte c'é un iceberg molto, ma molto piú grande con i quali fare i conti.

    Il Credit Suisse. Ha perso in una sola seduta borsistica circa il 28%, e complessivamente i tre quarti della sua capitalizzazione. Apparentemente sulla dichiarazione della Saudi National Bank, maggiore azionista della banca svizzera, di non voler procedere ad una iniezione necessaria di denaro per non superare la "soglia" del 10% nell'azionariato che comporterebbe problematiche legali etc etc. Ma la realtá é che i sauditi NON vogliono mettere soldi per salvare la banca in crisi ( apparente). E allora, se i principali azionisti non si fidano della banca, gli altri tremano e scappano.

    E anche qui, mi dispiace per loro dirá qualcuno, ma a me cosa importa? Dovrebbe chiedersi, questa persona, perché dalle autoritá monetarie americane ed europee si sono affrettati a chiedere quali e quante esposizioni ha la banca svizzera con altre banche. E normalmente sono tante.

    Da qui l'inizio del caos. Se un colosso come Credit Suisse crolla, si trascina dietro istituti bancari che in pancia non hanno solo titoli di stato che perdono valore, ma anche tonnellate di derivati, spesso in perdita, che non appare fin quando riescono a ricoprirla alla scadenza. Ma se si apre il buco, la falla fa presto a ingigantirsi.

    Sembra veramente che siano arrivate le sette piaghe d'Egitto di biblica memoria. Virus, inflazione, guerra, costi materie prime....

    La sola cosa positiva é che quando tutto va male, anzi malissimo, forse prevarrá la volontá di mettere un poco di ordine, anche se lascerá parecchi morti sul terreno. Spero solo che tale "ordine" lascerá solo cadaveri finanziari, e non reali.
    Ugo Busatti
    So che non tutti sono appassionati dei temi economici o peggio finanziari. Ma dobbiamo fare una piccola pausa di riflessione, perché deve essere chiaro quello che sta succedendo. Che tanto per cambiare, in questo periodo turbolento, é molto grave. Magari dall'esterno vedere che la BCE aumenta i tassi dello 0,50% non fa pensare a conseguenze particolari. Vabbé, i soldi in banca costeranno un po' di piú. Pazienza. Ma le cose non stanno cosí. Il meccanismo di stampare soldi a fronte di certificati dei vari Tesori, ovvero di creare debito, se da un lato serve a limitare l'inflazione ( parlo dei tempi normali, dato che é noto che se stampi troppo denaro crei inflazione) dall'altro espone gli Stati a pagare grandi somme di interessi. A chi? A qualche privato che compera tali titoli, ma soprattutto agli investitori istituzionali. In prima linea le banche. Che sono piene di titoli di Stato. Tali titoli di stato, sono pezzi di carta ( virtuali) che impegnano lo Stato a rimborsare il 100% del capitale investito ad una certa data, e nel frattempo offrono degli interessi. Ma il valore di tali "pezzi di carta" varia a seconda del mercato. Se io posseggo un titolo decennale che mi rende il 2,8% l'anno, e sono al quinto anno di godimento, e vedo che sul mercato ci sono titoli che rendono il 4,09%, che faccio? Cerco di vendere il titolo che rende il 2,8% per fare cassa e acquistare quelli che rendono il 4,09%. Ma ovviamente chi acquisterá il mio titolo al 2,8% vorrá un premio, perché altrimenti perderá soldi. E quindi vorrá acquistare i miei titoli non al valore di, per esempio, 94 ( compero oggi a 94 quello che tra cinque anni mi sará rimborsato a 100) ma offrirá 92, o 91. O peggio. Questo cosa significa? Che le banche, cariche di titoli di Stato ciascuno dei quali secondo la emissione esprime un certo valore, con il rialzo dei tassi hanno una perdita molto importante, avendo in portafoglio titoli che valgono meno. Ma questa perdita non é reale fino a quando non si deve vendere per qualche motivo. Questo é successo alla Silicon Valley Bank, ottima banca, ben gestita, ma obbligata alla vendita forzata, in quel caso, non solo di titoli di stato, ma di obbligazioni societarie o azioni che costituivano il suo patrimonio. La corsa agli sportelli, generata dal panico, farebbe fallire qualunque banca. Si sperava che le dichiarazioni di Biden che rassicurava i depositanti che comunque sarebbero stati ripagati, avrebbero evitato di innescare una crisi a catena. Ma ora all'orizzonte c'é un iceberg molto, ma molto piú grande con i quali fare i conti. Il Credit Suisse. Ha perso in una sola seduta borsistica circa il 28%, e complessivamente i tre quarti della sua capitalizzazione. Apparentemente sulla dichiarazione della Saudi National Bank, maggiore azionista della banca svizzera, di non voler procedere ad una iniezione necessaria di denaro per non superare la "soglia" del 10% nell'azionariato che comporterebbe problematiche legali etc etc. Ma la realtá é che i sauditi NON vogliono mettere soldi per salvare la banca in crisi ( apparente). E allora, se i principali azionisti non si fidano della banca, gli altri tremano e scappano. E anche qui, mi dispiace per loro dirá qualcuno, ma a me cosa importa? Dovrebbe chiedersi, questa persona, perché dalle autoritá monetarie americane ed europee si sono affrettati a chiedere quali e quante esposizioni ha la banca svizzera con altre banche. E normalmente sono tante. Da qui l'inizio del caos. Se un colosso come Credit Suisse crolla, si trascina dietro istituti bancari che in pancia non hanno solo titoli di stato che perdono valore, ma anche tonnellate di derivati, spesso in perdita, che non appare fin quando riescono a ricoprirla alla scadenza. Ma se si apre il buco, la falla fa presto a ingigantirsi. Sembra veramente che siano arrivate le sette piaghe d'Egitto di biblica memoria. Virus, inflazione, guerra, costi materie prime.... La sola cosa positiva é che quando tutto va male, anzi malissimo, forse prevarrá la volontá di mettere un poco di ordine, anche se lascerá parecchi morti sul terreno. Spero solo che tale "ordine" lascerá solo cadaveri finanziari, e non reali. Ugo Busatti
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