So che non tutti sono appassionati dei temi economici o peggio finanziari. Ma dobbiamo fare una piccola pausa di riflessione, perché deve essere chiaro quello che sta succedendo. Che tanto per cambiare, in questo periodo turbolento, é molto grave.

Magari dall'esterno vedere che la BCE aumenta i tassi dello 0,50% non fa pensare a conseguenze particolari. Vabbé, i soldi in banca costeranno un po' di piú. Pazienza. Ma le cose non stanno cosí.

Il meccanismo di stampare soldi a fronte di certificati dei vari Tesori, ovvero di creare debito, se da un lato serve a limitare l'inflazione ( parlo dei tempi normali, dato che é noto che se stampi troppo denaro crei inflazione) dall'altro espone gli Stati a pagare grandi somme di interessi. A chi? A qualche privato che compera tali titoli, ma soprattutto agli investitori istituzionali. In prima linea le banche. Che sono piene di titoli di Stato.

Tali titoli di stato, sono pezzi di carta ( virtuali) che impegnano lo Stato a rimborsare il 100% del capitale investito ad una certa data, e nel frattempo offrono degli interessi. Ma il valore di tali "pezzi di carta" varia a seconda del mercato.

Se io posseggo un titolo decennale che mi rende il 2,8% l'anno, e sono al quinto anno di godimento, e vedo che sul mercato ci sono titoli che rendono il 4,09%, che faccio? Cerco di vendere il titolo che rende il 2,8% per fare cassa e acquistare quelli che rendono il 4,09%. Ma ovviamente chi acquisterá il mio titolo al 2,8% vorrá un premio, perché altrimenti perderá soldi. E quindi vorrá acquistare i miei titoli non al valore di, per esempio, 94 ( compero oggi a 94 quello che tra cinque anni mi sará rimborsato a 100) ma offrirá 92, o 91. O peggio.

Questo cosa significa? Che le banche, cariche di titoli di Stato ciascuno dei quali secondo la emissione esprime un certo valore, con il rialzo dei tassi hanno una perdita molto importante, avendo in portafoglio titoli che valgono meno. Ma questa perdita non é reale fino a quando non si deve vendere per qualche motivo.

Questo é successo alla Silicon Valley Bank, ottima banca, ben gestita, ma obbligata alla vendita forzata, in quel caso, non solo di titoli di stato, ma di obbligazioni societarie o azioni che costituivano il suo patrimonio. La corsa agli sportelli, generata dal panico, farebbe fallire qualunque banca.

Si sperava che le dichiarazioni di Biden che rassicurava i depositanti che comunque sarebbero stati ripagati, avrebbero evitato di innescare una crisi a catena. Ma ora all'orizzonte c'é un iceberg molto, ma molto piú grande con i quali fare i conti.

Il Credit Suisse. Ha perso in una sola seduta borsistica circa il 28%, e complessivamente i tre quarti della sua capitalizzazione. Apparentemente sulla dichiarazione della Saudi National Bank, maggiore azionista della banca svizzera, di non voler procedere ad una iniezione necessaria di denaro per non superare la "soglia" del 10% nell'azionariato che comporterebbe problematiche legali etc etc. Ma la realtá é che i sauditi NON vogliono mettere soldi per salvare la banca in crisi ( apparente). E allora, se i principali azionisti non si fidano della banca, gli altri tremano e scappano.

E anche qui, mi dispiace per loro dirá qualcuno, ma a me cosa importa? Dovrebbe chiedersi, questa persona, perché dalle autoritá monetarie americane ed europee si sono affrettati a chiedere quali e quante esposizioni ha la banca svizzera con altre banche. E normalmente sono tante.

Da qui l'inizio del caos. Se un colosso come Credit Suisse crolla, si trascina dietro istituti bancari che in pancia non hanno solo titoli di stato che perdono valore, ma anche tonnellate di derivati, spesso in perdita, che non appare fin quando riescono a ricoprirla alla scadenza. Ma se si apre il buco, la falla fa presto a ingigantirsi.

Sembra veramente che siano arrivate le sette piaghe d'Egitto di biblica memoria. Virus, inflazione, guerra, costi materie prime....

La sola cosa positiva é che quando tutto va male, anzi malissimo, forse prevarrá la volontá di mettere un poco di ordine, anche se lascerá parecchi morti sul terreno. Spero solo che tale "ordine" lascerá solo cadaveri finanziari, e non reali.
Ugo Busatti
So che non tutti sono appassionati dei temi economici o peggio finanziari. Ma dobbiamo fare una piccola pausa di riflessione, perché deve essere chiaro quello che sta succedendo. Che tanto per cambiare, in questo periodo turbolento, é molto grave. Magari dall'esterno vedere che la BCE aumenta i tassi dello 0,50% non fa pensare a conseguenze particolari. Vabbé, i soldi in banca costeranno un po' di piú. Pazienza. Ma le cose non stanno cosí. Il meccanismo di stampare soldi a fronte di certificati dei vari Tesori, ovvero di creare debito, se da un lato serve a limitare l'inflazione ( parlo dei tempi normali, dato che é noto che se stampi troppo denaro crei inflazione) dall'altro espone gli Stati a pagare grandi somme di interessi. A chi? A qualche privato che compera tali titoli, ma soprattutto agli investitori istituzionali. In prima linea le banche. Che sono piene di titoli di Stato. Tali titoli di stato, sono pezzi di carta ( virtuali) che impegnano lo Stato a rimborsare il 100% del capitale investito ad una certa data, e nel frattempo offrono degli interessi. Ma il valore di tali "pezzi di carta" varia a seconda del mercato. Se io posseggo un titolo decennale che mi rende il 2,8% l'anno, e sono al quinto anno di godimento, e vedo che sul mercato ci sono titoli che rendono il 4,09%, che faccio? Cerco di vendere il titolo che rende il 2,8% per fare cassa e acquistare quelli che rendono il 4,09%. Ma ovviamente chi acquisterá il mio titolo al 2,8% vorrá un premio, perché altrimenti perderá soldi. E quindi vorrá acquistare i miei titoli non al valore di, per esempio, 94 ( compero oggi a 94 quello che tra cinque anni mi sará rimborsato a 100) ma offrirá 92, o 91. O peggio. Questo cosa significa? Che le banche, cariche di titoli di Stato ciascuno dei quali secondo la emissione esprime un certo valore, con il rialzo dei tassi hanno una perdita molto importante, avendo in portafoglio titoli che valgono meno. Ma questa perdita non é reale fino a quando non si deve vendere per qualche motivo. Questo é successo alla Silicon Valley Bank, ottima banca, ben gestita, ma obbligata alla vendita forzata, in quel caso, non solo di titoli di stato, ma di obbligazioni societarie o azioni che costituivano il suo patrimonio. La corsa agli sportelli, generata dal panico, farebbe fallire qualunque banca. Si sperava che le dichiarazioni di Biden che rassicurava i depositanti che comunque sarebbero stati ripagati, avrebbero evitato di innescare una crisi a catena. Ma ora all'orizzonte c'é un iceberg molto, ma molto piú grande con i quali fare i conti. Il Credit Suisse. Ha perso in una sola seduta borsistica circa il 28%, e complessivamente i tre quarti della sua capitalizzazione. Apparentemente sulla dichiarazione della Saudi National Bank, maggiore azionista della banca svizzera, di non voler procedere ad una iniezione necessaria di denaro per non superare la "soglia" del 10% nell'azionariato che comporterebbe problematiche legali etc etc. Ma la realtá é che i sauditi NON vogliono mettere soldi per salvare la banca in crisi ( apparente). E allora, se i principali azionisti non si fidano della banca, gli altri tremano e scappano. E anche qui, mi dispiace per loro dirá qualcuno, ma a me cosa importa? Dovrebbe chiedersi, questa persona, perché dalle autoritá monetarie americane ed europee si sono affrettati a chiedere quali e quante esposizioni ha la banca svizzera con altre banche. E normalmente sono tante. Da qui l'inizio del caos. Se un colosso come Credit Suisse crolla, si trascina dietro istituti bancari che in pancia non hanno solo titoli di stato che perdono valore, ma anche tonnellate di derivati, spesso in perdita, che non appare fin quando riescono a ricoprirla alla scadenza. Ma se si apre il buco, la falla fa presto a ingigantirsi. Sembra veramente che siano arrivate le sette piaghe d'Egitto di biblica memoria. Virus, inflazione, guerra, costi materie prime.... La sola cosa positiva é che quando tutto va male, anzi malissimo, forse prevarrá la volontá di mettere un poco di ordine, anche se lascerá parecchi morti sul terreno. Spero solo che tale "ordine" lascerá solo cadaveri finanziari, e non reali. Ugo Busatti
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