• LA SOSTENIBILITA’ COME RISPOSTA ALLE SFIDE GLOBALI E COME OPPORTUNITA’ DI INNOVAZIONE E RESILIENZA DEL BUSINESS DELLE AZIENDE

    Introduzione di Giovanna Menzaghi : Presidente Smart Cities Italy

    presentazione di Smart Cities Italy e del Webinar:

    - le normative europee in ambito di sostenibilità impongono un'analisi delle imprese non solo da un punto di vista economico-finanziario ma anche, e soprattutto, nelle sue metriche ESG.
    Le aziende che vogliono essere competitive e attraenti sul mercato devono necessariamente dotarsi di strumenti che consentano di misurare e monitorare le proprie performance ESG.
    La valutazione sul grado di integrazione delle dimensioni ambientali, sociali e di governance è oggi richiesta ai fornitori da un numero sempre maggiore di imprese che devono allinearsi alle normative europee di rendicontazione di sostenibilità.
    Il monitoraggio e l'avanzamento sulle tematiche ESG consente agli stakeholder di comprendere gli impatti rilevanti dell'impresa sulle persone e sull'ambiente e gli effetti rilevanti delle questioni di sostenibilità sullo sviluppo, sui risultati e sulla situazione dell'impresa.

    Vanessa Ciana ESG Legal Counsel :

    - La sostenibilità costituisce la condizione di uno sviluppo in grado di “assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”.

    - La sostenibilità è ormai diventata un tema centrale nell'attuale scenario normativo ed economico soprattutto per le aziende di ogni dimensione e settore, le quali ricoprono un ruolo fondamentale nella sfida verso la transizione alla sostenibilità, rappresentando di fatto un pilastro dell’economia Italiana ed Europea.
    perché parliamo di sostenibilità e che cosa si intende con tale termine: i tre assi dello sviluppo sostenibile.

    - Accordo di Parigi, Agenda 2030 e Green Deal;
    - Tassonomia - NFRD - CSRD;

    - Greenwasghing e ultime direttive sul tema:

    - c.d. “ Empowering Consumers for the Green Transition ”, approvata di recente e la Proposta di direttiva sull’attestazione e sulla comunicazione delle asserzioni ambientali esplicite (c.d. « Green Claim Directive »), attualmente in fase di discussione in Parlamento.

    Alessandra Ungaro : ESG Compliance Counselor:

    - compliance integrata: le norme 231 impongono sempre maggiore attenzione ai temi etici e a quelli della buona gestione.
    -le professioni tutte sono chiamate a divulgare e attuare concretamente gli aspetti della sostenibilità anche perché investitori e portatori di interesse richiedono informazioni trasparenti sempre più trasversali e misurabili nel tempo.
    - riferimenti normativi del bilancio di sostenibilità e parametri strategico organizzativi previsti dalle norme Ifrs S1 e S2.
    - standard di riferimento e best practice.

    Renata Rizzo Sustainability Manager:

    - La sostenibilità come risposta alle sfide globali e come opportunità di innovazione e resilienza del business delle aziende.
    - Precisazioni sul fare chiarezza sul perché è così urgente adeguarsi, capire il proprio profilo di rischio in quanto la sostenibilità non è un processo di apprendimento, ma una consapevolezza su questi temi.

    4. PARTE COMITATO SCIENTIFICO: Dott. Sergio Jandolo e Prof. Antonio Angelucci:

    Prof. A. Angelucci

    Lo speech esplora l'intersezione tra bilanci di sostenibilità e religione. Esamina come i valori religiosi possano informare e influenzare l'allocazione delle risorse verso il benessere ambientale e sociale.
    Analizzeremo:
    1. I fondamenti teologici della sostenibilità: molte religioni promuovono la gestione dell'ambiente e la giustizia sociale, fornendo una base per le pratiche sostenibili.
    2. Le istituzioni religiose come attori della sostenibilità: Le organizzazioni religiose possono essere potenti agenti di cambiamento, implementando pratiche sostenibili e sostenendo politiche ambientali.
    3. Investimenti basati sulla fede e finanza sostenibile: Le istituzioni religiose considerano sempre più spesso i fattori etici e ambientali nelle loro strategie di investimento.
    4. Sfide e opportunità: Affrontare gli ostacoli logistici e teologici facendo leva sull'autorità morale e sulle reti comunitarie delle religioni.
    5. Conclusioni: Un futuro in cui i valori religiosi e i bilanci della sostenibilità lavorino insieme per creare un mondo più giusto e sostenibile

    Dott. Sergio Jandolo

    I Criteri ESG , strumenti per la valutazione della sostenibilità delle CER operate attraverso le Fondazioni di Partecipazione
    LA SOSTENIBILITA’ COME RISPOSTA ALLE SFIDE GLOBALI E COME OPPORTUNITA’ DI INNOVAZIONE E RESILIENZA DEL BUSINESS DELLE AZIENDE Introduzione di Giovanna Menzaghi : Presidente Smart Cities Italy presentazione di Smart Cities Italy e del Webinar: - le normative europee in ambito di sostenibilità impongono un'analisi delle imprese non solo da un punto di vista economico-finanziario ma anche, e soprattutto, nelle sue metriche ESG. Le aziende che vogliono essere competitive e attraenti sul mercato devono necessariamente dotarsi di strumenti che consentano di misurare e monitorare le proprie performance ESG. La valutazione sul grado di integrazione delle dimensioni ambientali, sociali e di governance è oggi richiesta ai fornitori da un numero sempre maggiore di imprese che devono allinearsi alle normative europee di rendicontazione di sostenibilità. Il monitoraggio e l'avanzamento sulle tematiche ESG consente agli stakeholder di comprendere gli impatti rilevanti dell'impresa sulle persone e sull'ambiente e gli effetti rilevanti delle questioni di sostenibilità sullo sviluppo, sui risultati e sulla situazione dell'impresa. Vanessa Ciana ESG Legal Counsel : - La sostenibilità costituisce la condizione di uno sviluppo in grado di “assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”. - La sostenibilità è ormai diventata un tema centrale nell'attuale scenario normativo ed economico soprattutto per le aziende di ogni dimensione e settore, le quali ricoprono un ruolo fondamentale nella sfida verso la transizione alla sostenibilità, rappresentando di fatto un pilastro dell’economia Italiana ed Europea. perché parliamo di sostenibilità e che cosa si intende con tale termine: i tre assi dello sviluppo sostenibile. - Accordo di Parigi, Agenda 2030 e Green Deal; - Tassonomia - NFRD - CSRD; - Greenwasghing e ultime direttive sul tema: - c.d. “ Empowering Consumers for the Green Transition ”, approvata di recente e la Proposta di direttiva sull’attestazione e sulla comunicazione delle asserzioni ambientali esplicite (c.d. « Green Claim Directive »), attualmente in fase di discussione in Parlamento. Alessandra Ungaro : ESG Compliance Counselor: - compliance integrata: le norme 231 impongono sempre maggiore attenzione ai temi etici e a quelli della buona gestione. -le professioni tutte sono chiamate a divulgare e attuare concretamente gli aspetti della sostenibilità anche perché investitori e portatori di interesse richiedono informazioni trasparenti sempre più trasversali e misurabili nel tempo. - riferimenti normativi del bilancio di sostenibilità e parametri strategico organizzativi previsti dalle norme Ifrs S1 e S2. - standard di riferimento e best practice. Renata Rizzo Sustainability Manager: - La sostenibilità come risposta alle sfide globali e come opportunità di innovazione e resilienza del business delle aziende. - Precisazioni sul fare chiarezza sul perché è così urgente adeguarsi, capire il proprio profilo di rischio in quanto la sostenibilità non è un processo di apprendimento, ma una consapevolezza su questi temi. 4. PARTE COMITATO SCIENTIFICO: Dott. Sergio Jandolo e Prof. Antonio Angelucci: Prof. A. Angelucci Lo speech esplora l'intersezione tra bilanci di sostenibilità e religione. Esamina come i valori religiosi possano informare e influenzare l'allocazione delle risorse verso il benessere ambientale e sociale. Analizzeremo: 1. I fondamenti teologici della sostenibilità: molte religioni promuovono la gestione dell'ambiente e la giustizia sociale, fornendo una base per le pratiche sostenibili. 2. Le istituzioni religiose come attori della sostenibilità: Le organizzazioni religiose possono essere potenti agenti di cambiamento, implementando pratiche sostenibili e sostenendo politiche ambientali. 3. Investimenti basati sulla fede e finanza sostenibile: Le istituzioni religiose considerano sempre più spesso i fattori etici e ambientali nelle loro strategie di investimento. 4. Sfide e opportunità: Affrontare gli ostacoli logistici e teologici facendo leva sull'autorità morale e sulle reti comunitarie delle religioni. 5. Conclusioni: Un futuro in cui i valori religiosi e i bilanci della sostenibilità lavorino insieme per creare un mondo più giusto e sostenibile Dott. Sergio Jandolo I Criteri ESG , strumenti per la valutazione della sostenibilità delle CER operate attraverso le Fondazioni di Partecipazione
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  • Viviamo in un mondo in cui l'ingiustizia è diventato un fatture culturale, avete mai pensato a quali sono gli impatti sulla nostra vita individuale e sulla società nel suo complesso?

    Ogni volta che un individuo commette una ingiustizia, agisce contro la propria coscienza e questa pratica, sebbene nell’immediato porti ad un qualche beneficio economico o alla soddisfazione del proprio ego, nel tempo, crea dei conflitti interiori che portano alla totale perdita di empatia per il prossimo, fino a forme più o meno gravi di depressione.

    Se poi, lasciamo che le ingiustizie diventino un fattore culturale, ci ritroveremo in una società in cui ogni individuo non avrà più accesso alle risorse, alle opportunità e ai diritti di base. La giustizia sociale è la base su cui costruire uno stato democratico.

    Platone diceva, “Il supremo male che possa capitare è commettere ingiustizia; non vorrei né patirla né commetterla, ma fra le due, preferirei piuttosto patire che commettere ingiustizia”

    Combattere le ingiustizie richiede l’impegno della collettività, ma solo chi avrà il coraggio di rimane integro in un periodo così buio, avrà la forza e la salute mentale per affrontare le sfide del futuro, solo attraverso questi sforzi possiamo sperare di costruire una società equa, pacifica e prospera per tutti.
    Viviamo in un mondo in cui l'ingiustizia è diventato un fatture culturale, avete mai pensato a quali sono gli impatti sulla nostra vita individuale e sulla società nel suo complesso? Ogni volta che un individuo commette una ingiustizia, agisce contro la propria coscienza e questa pratica, sebbene nell’immediato porti ad un qualche beneficio economico o alla soddisfazione del proprio ego, nel tempo, crea dei conflitti interiori che portano alla totale perdita di empatia per il prossimo, fino a forme più o meno gravi di depressione. Se poi, lasciamo che le ingiustizie diventino un fattore culturale, ci ritroveremo in una società in cui ogni individuo non avrà più accesso alle risorse, alle opportunità e ai diritti di base. La giustizia sociale è la base su cui costruire uno stato democratico. Platone diceva, “Il supremo male che possa capitare è commettere ingiustizia; non vorrei né patirla né commetterla, ma fra le due, preferirei piuttosto patire che commettere ingiustizia” Combattere le ingiustizie richiede l’impegno della collettività, ma solo chi avrà il coraggio di rimane integro in un periodo così buio, avrà la forza e la salute mentale per affrontare le sfide del futuro, solo attraverso questi sforzi possiamo sperare di costruire una società equa, pacifica e prospera per tutti.
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  • Fondazione AMEN
    Operatore Abilitante di ALFASSA

    La Fondazione di Partecipazione Amen nasce per diffondere i valori fondamentali quali la pace, la giustizia la solidarietà e la fratellanza, approfondendo tutti quegli aspetti inerenti il nostro spirito, l’origine della vita e la relazione che unisce la trascendenza dell’essere umano e l’immanenza degli enti materiali. La Fondazione vuole quindi cogliere tutte quelle strutture fondamentali dal punto di vista metafisico al fine di promuovere il Risveglio spirituale e la realizzazione del Sé.

    SMART CONTRACT: [a]https%3A%2F%2Fwww.alfassa.net%2Flisting%2Ffondazione-amen%2F[/a]
    Fondazione AMEN Operatore Abilitante di ALFASSA La Fondazione di Partecipazione Amen nasce per diffondere i valori fondamentali quali la pace, la giustizia la solidarietà e la fratellanza, approfondendo tutti quegli aspetti inerenti il nostro spirito, l’origine della vita e la relazione che unisce la trascendenza dell’essere umano e l’immanenza degli enti materiali. La Fondazione vuole quindi cogliere tutte quelle strutture fondamentali dal punto di vista metafisico al fine di promuovere il Risveglio spirituale e la realizzazione del Sé. SMART CONTRACT: [a]https%3A%2F%2Fwww.alfassa.net%2Flisting%2Ffondazione-amen%2F[/a]
    WWW.ALFASSA.NET
    Fondazione Amen - Alfassa
    La Fondazione vuole quindi cogliere tutte quelle strutture fondamentali dal punto di vista metafisico al fine di promuove il Risveglio spirituale e la realizzazione del Sé.
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  • GIUSTIZIA - Benessere Sociale | #[175] #[169] Sociale
    GIUSTIZIA - Benessere Sociale | #[175] #[169] Sociale
    GIUSTIZIA - Benessere Sociale
    GIUSTIZIA - Benessere Sociale
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  • La lettera della madre di Assange:
    "Cinquant’anni fa, quando ho partorito per la prima volta come giovane madre, pensavo che non ci potesse essere dolore più grande, ma l’ho dimenticato presto quando ho tenuto tra le braccia il mio bellissimo bambino. L’ho chiamato Julian.
    Ora mi rendo conto che mi sbagliavo. Esiste un dolore più grande.
    L’incessante dolore di essere la madre di un giornalista pluripremiato che ha avuto il coraggio di pubblicare la verità sui crimini governativi di alto livello e sulla corruzione.
    Il dolore di vedere mio figlio, che ha cercato di pubblicare importanti verità, infangato a livello globale.
    Il dolore di vedere mio figlio, che ha rischiato la vita per denunciare l’ingiustizia, incastrato e privato del diritto a un giusto processo legale, più e più volte.
    Il dolore di vedere un figlio sano deperire lentamente perché gli sono state negate cure mediche e sanitarie adeguate in anni e anni di detenzione.
    L’angoscia di vedere mio figlio sottoposto a crudeli torture psicologiche nel tentativo di spezzare il suo immenso spirito.
    L’incubo costante che venga estradato negli Stati Uniti, per poi passare il resto dei suoi giorni sepolto vivo in completo isolamento.
    La paura costante che la CIA riesca a realizzare i suoi piani per assassinarlo.
    L’ondata di tristezza quando ho visto il suo fragile corpo crollare esausto per un mini-ictus nell’ultima udienza a causa dello stress cronico.
    Molte persone sono rimaste traumatizzate vedendo una superpotenza vendicativa che usa le sue risorse illimitate per intimorire e distruggere un singolo individuo indifeso.
    Desidero ringraziare tutti i cittadini per bene e solidali che protestano a livello globale contro la brutale persecuzione politica subita da Julian.
    Per favore, continuate ad alzare la voce con i vostri politici fino a quando sarà l’unica cosa che sentiranno. La sua vita è nelle vostre mani".
    Christine Assange (madre di Julian Assange)
    La lettera della madre di Assange: "Cinquant’anni fa, quando ho partorito per la prima volta come giovane madre, pensavo che non ci potesse essere dolore più grande, ma l’ho dimenticato presto quando ho tenuto tra le braccia il mio bellissimo bambino. L’ho chiamato Julian. Ora mi rendo conto che mi sbagliavo. Esiste un dolore più grande. L’incessante dolore di essere la madre di un giornalista pluripremiato che ha avuto il coraggio di pubblicare la verità sui crimini governativi di alto livello e sulla corruzione. Il dolore di vedere mio figlio, che ha cercato di pubblicare importanti verità, infangato a livello globale. Il dolore di vedere mio figlio, che ha rischiato la vita per denunciare l’ingiustizia, incastrato e privato del diritto a un giusto processo legale, più e più volte. Il dolore di vedere un figlio sano deperire lentamente perché gli sono state negate cure mediche e sanitarie adeguate in anni e anni di detenzione. L’angoscia di vedere mio figlio sottoposto a crudeli torture psicologiche nel tentativo di spezzare il suo immenso spirito. L’incubo costante che venga estradato negli Stati Uniti, per poi passare il resto dei suoi giorni sepolto vivo in completo isolamento. La paura costante che la CIA riesca a realizzare i suoi piani per assassinarlo. L’ondata di tristezza quando ho visto il suo fragile corpo crollare esausto per un mini-ictus nell’ultima udienza a causa dello stress cronico. Molte persone sono rimaste traumatizzate vedendo una superpotenza vendicativa che usa le sue risorse illimitate per intimorire e distruggere un singolo individuo indifeso. Desidero ringraziare tutti i cittadini per bene e solidali che protestano a livello globale contro la brutale persecuzione politica subita da Julian. Per favore, continuate ad alzare la voce con i vostri politici fino a quando sarà l’unica cosa che sentiranno. La sua vita è nelle vostre mani". Christine Assange (madre di Julian Assange)
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  • Novak Djokovic vince gli Australian Open 2023

    Con questa vittoria si rende giustizia alla più grande e vergognosa farsa che la storia del genere umano abbia mai dovuto subire.

    L'esclusione del più grande giocatore di tennis del mondo per non essersi inoculato un siero genetico e sperimentale che ha rovinato la salute a milioni di persone.

    L'esclusione del più grande giocatore di tennis del mondo per essersi espresso chiaramente contro il ricatto di quella che possiamo definire senza mezzi termini, la nuova dittatura neonazista.

    Novak Djokovic, tu non sei solo un campione di sport, tu sei un esempio per l'umanità intera, solo con il tuo coraggio, l'umanità potrà evitare l'apocalisse.
    Novak Djokovic vince gli Australian Open 2023 Con questa vittoria si rende giustizia alla più grande e vergognosa farsa che la storia del genere umano abbia mai dovuto subire. L'esclusione del più grande giocatore di tennis del mondo per non essersi inoculato un siero genetico e sperimentale che ha rovinato la salute a milioni di persone. L'esclusione del più grande giocatore di tennis del mondo per essersi espresso chiaramente contro il ricatto di quella che possiamo definire senza mezzi termini, la nuova dittatura neonazista. Novak Djokovic, tu non sei solo un campione di sport, tu sei un esempio per l'umanità intera, solo con il tuo coraggio, l'umanità potrà evitare l'apocalisse.
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  • L'IMPERO COLPISCE ANCORA
    COME SARÀ IL PROSSIMO DOMINIO
    a cura di Domenico D'Amico

    Avevamo introdotto già qualche settimana fa l'argomento: il lancio a marzo da parte della Casa Bianca dello studio massivo da parte di tutte le agenzie statali americane del piano sulla nuova CBDC, ovvero il dollaro elettronico di banca centrale e annessi e connessi.
    Il piano è stato pubblicato a metà settembre.
    Il punto importante, oltre a quelli di facciata, è quello che avevamo già sottolineato: il ruolo del dollaro come moneta imperiale nel mondo.
    È scritto nero su bianco al centro del comunicato della Casa Bianca.

    LEGGETE PER BENE PERCHÉ QUESTO È IL PIANO DI DOMINIO MONETARIO, BANCARIO E FINANZIARIO, E QUINDI POLITICO E GEOPOLITICO, DEI PROSSIMI DECENNI, DICIAMO ALMENO PER IL PROSSIMO SECOLO.

    "La Casa Bianca pubblica il primo quadro completo in assoluto per lo sviluppo responsabile degli asset digitali

    .....

    Rafforzare la nostra leadership finanziaria globale e la nostra competitività

    Oggi, gli organismi di definizione degli standard globali stanno definendo politiche, linee guida e raccomandazioni normative per le risorse digitali. Gli Stati Uniti stanno lavorando attivamente con i loro partner per definire queste politiche in linea con i nostri obiettivi e valori, rafforzando anche il ruolo degli Stati Uniti nel sistema finanziario globale. Allo stesso modo, gli Stati Uniti hanno una preziosa opportunità di collaborare con i paesi che stanno ancora sviluppando i loro ecosistemi di risorse digitali, contribuendo a garantire che le infrastrutture finanziarie, legali e tecnologiche dei paesi rispettino i valori fondamentali, tra cui la privacy dei dati, la stabilità finanziaria e i diritti umani.

    Per rafforzare la leadership finanziaria degli Stati Uniti e sostenere i valori statunitensi nei mercati globali degli asset digitali (americani ndr), l'amministrazione adotterà le seguenti misure delineate nel quadro per l'impegno internazionale pubblicato dal Dipartimento del Tesoro all'inizio di quest'estate:

    Le agenzie statunitensi sfrutteranno le posizioni degli Stati Uniti nelle organizzazioni internazionali per trasmettere i valori degli Stati Uniti relativi agli asset digitali.
    Le agenzie statunitensi continueranno ed amplieranno i loro ruoli di leadership sugli asset digitali lavorando presso organizzazioni internazionali e organismi di definizione degli standard, come il G7, il G20, l'OCSE, l'FSB, la Financial Action Task Force (GAFI) e l'Organizzazione internazionale per la standardizzazione. Le agenzie promuoveranno standard, regolamenti e quadri che riflettano valori come la privacy dei dati, mercati liberi ed efficienti, stabilità finanziaria, protezione dei consumatori, solide forze dell'ordine e sostenibilità ambientale.
    Il Dipartimento di Stato, il Dipartimento di Giustizia (DOJ) e altre forze dell'ordine statunitensi aumenteranno la collaborazione e l'assistenza alle agenzie partner in paesi stranieri attraverso organismi di contrasto globali come il Gruppo Egmont, condivisione bilaterale di informazioni e rafforzamento delle capacità.
    Il Dipartimento di Stato, il Tesoro, l'USAID e altre agenzie esploreranno ulteriore assistenza tecnica ai paesi in via di sviluppo costruendo infrastrutture e servizi di risorse digitali. Se del caso, tale assistenza può comprendere l'assistenza tecnica sui quadri legali e normativi, la raccolta di prove e la condivisione di conoscenze sugli impatti, i rischi e le opportunità delle risorse digitali.
    Il Dipartimento del Commercio aiuterà le società di tecnologia finanziaria e di asset digitali all'avanguardia degli Stati Uniti a trovare un punto d'appoggio nei mercati globali per i loro prodotti."

    È TUTTO CHIARO?

    [a]https%3A%2F%2Fwww.whitehouse.gov%2Fbriefing-room%2Fstatements-releases%2F2022%2F09%2F16%2Ffact-sheet-white-house-releases-first-ever-comprehensive-framework-for-responsible-development-of-digital-assets%2F[/a]
    L'IMPERO COLPISCE ANCORA COME SARÀ IL PROSSIMO DOMINIO a cura di Domenico D'Amico Avevamo introdotto già qualche settimana fa l'argomento: il lancio a marzo da parte della Casa Bianca dello studio massivo da parte di tutte le agenzie statali americane del piano sulla nuova CBDC, ovvero il dollaro elettronico di banca centrale e annessi e connessi. Il piano è stato pubblicato a metà settembre. Il punto importante, oltre a quelli di facciata, è quello che avevamo già sottolineato: il ruolo del dollaro come moneta imperiale nel mondo. È scritto nero su bianco al centro del comunicato della Casa Bianca. LEGGETE PER BENE PERCHÉ QUESTO È IL PIANO DI DOMINIO MONETARIO, BANCARIO E FINANZIARIO, E QUINDI POLITICO E GEOPOLITICO, DEI PROSSIMI DECENNI, DICIAMO ALMENO PER IL PROSSIMO SECOLO. "La Casa Bianca pubblica il primo quadro completo in assoluto per lo sviluppo responsabile degli asset digitali ..... Rafforzare la nostra leadership finanziaria globale e la nostra competitività Oggi, gli organismi di definizione degli standard globali stanno definendo politiche, linee guida e raccomandazioni normative per le risorse digitali. Gli Stati Uniti stanno lavorando attivamente con i loro partner per definire queste politiche in linea con i nostri obiettivi e valori, rafforzando anche il ruolo degli Stati Uniti nel sistema finanziario globale. Allo stesso modo, gli Stati Uniti hanno una preziosa opportunità di collaborare con i paesi che stanno ancora sviluppando i loro ecosistemi di risorse digitali, contribuendo a garantire che le infrastrutture finanziarie, legali e tecnologiche dei paesi rispettino i valori fondamentali, tra cui la privacy dei dati, la stabilità finanziaria e i diritti umani. Per rafforzare la leadership finanziaria degli Stati Uniti e sostenere i valori statunitensi nei mercati globali degli asset digitali (americani ndr), l'amministrazione adotterà le seguenti misure delineate nel quadro per l'impegno internazionale pubblicato dal Dipartimento del Tesoro all'inizio di quest'estate: Le agenzie statunitensi sfrutteranno le posizioni degli Stati Uniti nelle organizzazioni internazionali per trasmettere i valori degli Stati Uniti relativi agli asset digitali. Le agenzie statunitensi continueranno ed amplieranno i loro ruoli di leadership sugli asset digitali lavorando presso organizzazioni internazionali e organismi di definizione degli standard, come il G7, il G20, l'OCSE, l'FSB, la Financial Action Task Force (GAFI) e l'Organizzazione internazionale per la standardizzazione. Le agenzie promuoveranno standard, regolamenti e quadri che riflettano valori come la privacy dei dati, mercati liberi ed efficienti, stabilità finanziaria, protezione dei consumatori, solide forze dell'ordine e sostenibilità ambientale. Il Dipartimento di Stato, il Dipartimento di Giustizia (DOJ) e altre forze dell'ordine statunitensi aumenteranno la collaborazione e l'assistenza alle agenzie partner in paesi stranieri attraverso organismi di contrasto globali come il Gruppo Egmont, condivisione bilaterale di informazioni e rafforzamento delle capacità. Il Dipartimento di Stato, il Tesoro, l'USAID e altre agenzie esploreranno ulteriore assistenza tecnica ai paesi in via di sviluppo costruendo infrastrutture e servizi di risorse digitali. Se del caso, tale assistenza può comprendere l'assistenza tecnica sui quadri legali e normativi, la raccolta di prove e la condivisione di conoscenze sugli impatti, i rischi e le opportunità delle risorse digitali. Il Dipartimento del Commercio aiuterà le società di tecnologia finanziaria e di asset digitali all'avanguardia degli Stati Uniti a trovare un punto d'appoggio nei mercati globali per i loro prodotti." È TUTTO CHIARO? [a]https%3A%2F%2Fwww.whitehouse.gov%2Fbriefing-room%2Fstatements-releases%2F2022%2F09%2F16%2Ffact-sheet-white-house-releases-first-ever-comprehensive-framework-for-responsible-development-of-digital-assets%2F[/a]
    WWW.WHITEHOUSE.GOV
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    Following the President’s Executive Order, New Reports Outline Recommendations to Protect Consumers, Investors, Businesses, Financial Stability, National Security, and the Environment The digital assets market has grown significantly in recent years.
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  • Né con la giustizia individuale, né quella sociale, né quella universale; poiché dove esiste la giustizia, esiste anche la ingiustizia e l'idea di giustizia è generata dal suo contrario e complementare.

    Cercare la giustizia e credere di averla trovata; poiché egli sarà dove non si trova; egli perverrà solo quando non avrà più desiderio o pensiero, in quel preciso istante egli sarà al di sopra di tutte le qualità e di tutti i limiti.

    Armando Dessenibus
    Né con la giustizia individuale, né quella sociale, né quella universale; poiché dove esiste la giustizia, esiste anche la ingiustizia e l'idea di giustizia è generata dal suo contrario e complementare. Cercare la giustizia e credere di averla trovata; poiché egli sarà dove non si trova; egli perverrà solo quando non avrà più desiderio o pensiero, in quel preciso istante egli sarà al di sopra di tutte le qualità e di tutti i limiti. Armando Dessenibus
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  • Il TAR della Campania ha condannato il Ministero della Pubblica Istruzione a pagare 4500 euro alla famiglia del bambino che avrebbe avuto una comprovata necessita di un insegnante di sostegno a tempo pieno invece che delle 18 ore assegnate.
    Se da un lato fa piacere che almeno la giustizia amministrativa riconosca le pecche della PA e ne offra parziale soddisfazione, resta comunque risibile l’entità del risarcimento che fra l’altro non contiene nessun riferimento ai danni psicologici del piccolo privato di un adeguato supporto.
    Questa vicenda apre una finestra sulla situazione degli insegnanti si sostegno in Italia

    Gli insegnanti di sostegno in Italia sono 191 mila, ma oltre un terzo sono precari. Inoltre, in media, almeno uno ogni tre insegnanti di sostegno che hanno affiancato uno o più alunni disabili per tutta o una parte dell’anno non sono specializzati: una percentuale che al Nord diventa quasi di un insegnante su due. In tutto i prof non specializzati sono oltre 65mila. Rimane da risolvere il problema della copertura immediata di tutte le cattedre: oltre il 20% rimangono vuote almeno fino a metà ottobre, arrivando ad assegnare il supplente annuale con grave ritardo rispetto all’inizio dell’anno scolastico.

    Il problema, oltre che nei numeri, sta anche nella sostanza e nella totale disorganizzazione che lascia prevedere un futuro difficile per questo settore di insegnamento. In primo luogo la mancanza di contratti a tempo indeterminato, dato che vengono considerati insegnanti “ a tempo” e non definitivi. E poi la mancanza di programmazione nei corsi di Tirocinio Formativo Attivo ( TFA). Al nord Italia i corsi attivati non arriveranno nemmeno al 20% del fabbisogno. Nella sola Lombardia si contano 5.700 posizioni vacanti ma il TFA sarà per soli 1.240 candidati, in Piemonte a fronte di 2.611 cattedre di sostegno scoperte ci saranno 450 posti nel TFA.

    Al sud la situazione è completamente opposta. In Campania si richiedono solo 73 insegnanti di sostegno ma verranno attivati 2.070 posti nei TFA. In Sicilia i posti scoperti sono 184 ma ci sarà la possibilità di formare fino a 5.000 insegnanti di sostegno.

    La naturale conseguenza di questa disorganizzazione sarà che tanti insegnanti di sostegno specializzati e disoccupati al sud, saranno costretti a trasferirsi in istituti settentrionali. Insegnanti con la valigia che prima o poi finiranno per spostarsi di nuovo, togliendo il fondamentale requisito della continuità alla formazione degli studenti con difficoltà di apprendimento.
    E non potendo risolversi solo con questi trasferimenti la situazione al nord, molti studenti dovranno essere seguiti da insegnanti privi di specializzazione per il sostegno.

    Io mi chiedo quale maledizione abbiamo in Italia che non siamo capaci di fare le cose sulla base di una logica organizzativa efficace.
    Il TAR della Campania ha condannato il Ministero della Pubblica Istruzione a pagare 4500 euro alla famiglia del bambino che avrebbe avuto una comprovata necessita di un insegnante di sostegno a tempo pieno invece che delle 18 ore assegnate. Se da un lato fa piacere che almeno la giustizia amministrativa riconosca le pecche della PA e ne offra parziale soddisfazione, resta comunque risibile l’entità del risarcimento che fra l’altro non contiene nessun riferimento ai danni psicologici del piccolo privato di un adeguato supporto. Questa vicenda apre una finestra sulla situazione degli insegnanti si sostegno in Italia Gli insegnanti di sostegno in Italia sono 191 mila, ma oltre un terzo sono precari. Inoltre, in media, almeno uno ogni tre insegnanti di sostegno che hanno affiancato uno o più alunni disabili per tutta o una parte dell’anno non sono specializzati: una percentuale che al Nord diventa quasi di un insegnante su due. In tutto i prof non specializzati sono oltre 65mila. Rimane da risolvere il problema della copertura immediata di tutte le cattedre: oltre il 20% rimangono vuote almeno fino a metà ottobre, arrivando ad assegnare il supplente annuale con grave ritardo rispetto all’inizio dell’anno scolastico. Il problema, oltre che nei numeri, sta anche nella sostanza e nella totale disorganizzazione che lascia prevedere un futuro difficile per questo settore di insegnamento. In primo luogo la mancanza di contratti a tempo indeterminato, dato che vengono considerati insegnanti “ a tempo” e non definitivi. E poi la mancanza di programmazione nei corsi di Tirocinio Formativo Attivo ( TFA). Al nord Italia i corsi attivati non arriveranno nemmeno al 20% del fabbisogno. Nella sola Lombardia si contano 5.700 posizioni vacanti ma il TFA sarà per soli 1.240 candidati, in Piemonte a fronte di 2.611 cattedre di sostegno scoperte ci saranno 450 posti nel TFA. Al sud la situazione è completamente opposta. In Campania si richiedono solo 73 insegnanti di sostegno ma verranno attivati 2.070 posti nei TFA. In Sicilia i posti scoperti sono 184 ma ci sarà la possibilità di formare fino a 5.000 insegnanti di sostegno. La naturale conseguenza di questa disorganizzazione sarà che tanti insegnanti di sostegno specializzati e disoccupati al sud, saranno costretti a trasferirsi in istituti settentrionali. Insegnanti con la valigia che prima o poi finiranno per spostarsi di nuovo, togliendo il fondamentale requisito della continuità alla formazione degli studenti con difficoltà di apprendimento. E non potendo risolversi solo con questi trasferimenti la situazione al nord, molti studenti dovranno essere seguiti da insegnanti privi di specializzazione per il sostegno. Io mi chiedo quale maledizione abbiamo in Italia che non siamo capaci di fare le cose sulla base di una logica organizzativa efficace.
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  • L’uso della moneta per colonizzare un paese: il caso del Madagascar. Chi controlla la moneta, controlla l’economia di un popolo.
    ----------------------------------------------------------------------------------
    Ai nostri giorni, l’aggressione militare è considerata un crimine contro l’umanità e le corti internazionali, quando sono chiamate in causa, di solito chiedono che gli aggressori siano puniti pagando un risarcimento.
    […]
    Nel 1895 la Francia invase il Madagascar, sciogliendo il governo dell’allora regina Ranavalona III e dichiarando il paese colonia francese.
    Tra le prime cose che il generale Gallieni fece dopo la «pacificazione», come piacque chiamarla ai francesi, ci fu l’imposizione di pesanti tasse sulla popolazione malgascia, la quale doveva rimborsare i costi necessari all’invasione.
    La tassa era molto alta e pagabile solo in franchi malgasci, nuovi di zecca. In altre parole, Gallieni stampò moneta e poi chiese a tutti di ridargliene indietro una parte.
    Quello che colpisce è il linguaggio con cui descrisse la tassazione. Parlava di « impôt moralisateur », ovvero di «tassa moralizzatrice, educativa». In altre parole era finalizzata, usando il linguaggio dell’epoca, a insegnare agli indigeni il valore del lavoro.
    Dal momento che la «tassa educativa» era dovuta subito dopo il raccolto, per i contadini il modo più semplice per pagare era vendere una porzione del riso trebbiato ai commercianti cinesi o indiani che s’installarono subito nelle piccole città del paese. Ma al momento del raccolto, il prezzo del riso era, per ovvie ragioni, al minimo: se uno vendeva una parte troppo consistente del suo lavoro, poi non gli rimaneva il necessario per dare da mangiare alla propria famiglia per un anno, e pertanto si vedeva costretto a comprare a sua volta del riso a credito, da quegli stessi commercianti, e più avanti nel tempo, quando i prezzi di mercato erano più alti.
    Di conseguenza, i contadini si ritrovarono presto irreparabilmente indebitati (mentre i commercianti raddoppiavano le loro entrate, come usurai). La maniera più semplice per saldare il debito era o trovare un raccolto commercializzabile (cash crop) – per esempio, cominciare a coltivare caffè o ananas – altrimenti mandare i propri bambini a lavorare in città oppure nelle piantagioni che i coloni francesi stavano diffondendo nell’isola, per ottenere un salario.
    Nel suo complesso il progetto potrebbe sembrare nient’altro che un cinico disegno per estorcere forza lavoro a buon mercato ai contadini. Questo è vero, ma c’è di più. Il governo coloniale era stato molto esplicito (almeno nei suoi documenti riservati) sulla necessità di lasciare ai contadini almeno un po’ di denaro, assicurandosi che si abituassero a beni voluttuari di second ‘ordine, disponibili nei negozi cinesi (ombrelli parasole, rossetti, biscotti). Era fondamentale che sviluppassero nuovi gusti, nuove abitudini e aspettative, che gettassero le fondamenta di una domanda di consumo che perdurasse anche dopo che l’esercito conquistatore si fosse ritirato, qualcosa che li legasse per sempre alla Francia.
    Inoltre, dal momento che le colonie francesi erano obbligate all’autonomia finanziaria, le tasse servivano a sostenere le spese di ferrovie, strade, ponti, piantagioni, tutti progetti che il regime francese desiderava realizzare.
    Ai contribuenti malgasci nessuno chiese mai se volessero ferrovie, strade, ponti e piantagioni, né i malgasci hanno ebbero mai voce in capitolo su dove e come costruirle.
    Al contrario, per circa mezzo secolo l’esercito e la polizia francese trucidarono un rilevante numero di abitanti del Madagascar che avevano troppo risolutamente disapprovato quell’ordine di cose (più di mezzo milione di vittime, secondo alcuni resoconti, solo durante la rivolta del 1947).
    Nonostante il fatto che il Magadascar non avesse mai recato alcun danno comparabile alla Francia, la popolazione di quel paese, fin dal principio, si sentì dire che ERA IN DEBITO CON LA Francia (doveva dei soldi ai francesi).
    Anche ai nostri giorni il popolo malgascio deve soldi alla Francia e il resto del mondo riconosce la giustizia di questo principio. La «comunità internazionale» si rende pienamente conto che esiste un problema etico solo allorché realizza che il governo malgascio sta rallentando il pagamento del debito.
    (Tratto dal libro « Debito. I primi 5000 anni » di David Graeber)
    Ai nostri giorni nessuno considera un crimine contro l’umanità l’aggressione finanziaria verso popoli sovrani, la quale funziona creando dapprima, ad insaputa del popolo, le condizioni di debito in una emessa da un soggetto fuori dal controllo di quel popolo, tecnicamente definita come « moneta non sovrana ».
    Dopo di che lo stesso soggetto crea le condizioni per cui quel debito sia tecnicamente impagabile, per cui il popolo sovrano si troverà permanentemente in una situazione di debito.
    Il « soggetto creditore » è sempre, come avvenne in Madagascar, il soggetto che in ultima istanza ha il potere di creare il denaro utilizzato (oggi in minima parte cartaceo e in massima parte scritto su schermi di computers).
    Il « soggetto debitore » è sempre un soggetto che, non avendo il potere di creare il denaro necessario a pagare il « debito », deve produrre beni reali per ricevere in cambio denaro per pagare una parte di quel debito.
    Essendo il debito tecnicamente impagabile, il soggetto creditore ha sempre il potere di imporre al soggetto debitore» delle « riforme » in cambio di una leggera riduzione del debito. Naturalmente tali « riforme » sono finalizzate a privare il soggetto debitore di ulteriori ricchezze reali e di porlo in condizioni sempre maggiori di dipendenza dal soggetto creditore.
    Anche l’Italia, da quando il soggetto creditore non è più lo stato, che rappresenta il popolo, ma una banca centrale controllata da soggetti privati, si trova ad essere un « soggetto debitore » che subisce continue depredazioni di ricchezza reale da parte del soggetto creditore.
    Oggi l’aggressione militare di una nazione sovrana è generalmente ritenuto un crimine contro l’umanità (a meno che non fatta dagli USA con il sostegno dei mass-media, ma questo è un altro discorso – anzi è lo stesso), mentre l’aggressione finanziaria in corso di una nazione sovrana come l’Italia non è neppure percepito come un fatto in sè, in quanto tutto il sistema dell’informazione di massa e di formazione scolastica non spiega l’esistenza di questi meccanismi.
    E’ davvero giunto il momento di reagire a questa continua aggressione al popolo italiano, riprendendoci la sovranità monetaria e le ricchezze che i « soggetti creditori » ci hanno sottratto dal 1981 (anno di privatizzazione di fatto della Banca d’Italia) ad oggi.
    L’uso della moneta per colonizzare un paese: il caso del Madagascar. Chi controlla la moneta, controlla l’economia di un popolo. ---------------------------------------------------------------------------------- Ai nostri giorni, l’aggressione militare è considerata un crimine contro l’umanità e le corti internazionali, quando sono chiamate in causa, di solito chiedono che gli aggressori siano puniti pagando un risarcimento. […] Nel 1895 la Francia invase il Madagascar, sciogliendo il governo dell’allora regina Ranavalona III e dichiarando il paese colonia francese. Tra le prime cose che il generale Gallieni fece dopo la «pacificazione», come piacque chiamarla ai francesi, ci fu l’imposizione di pesanti tasse sulla popolazione malgascia, la quale doveva rimborsare i costi necessari all’invasione. La tassa era molto alta e pagabile solo in franchi malgasci, nuovi di zecca. In altre parole, Gallieni stampò moneta e poi chiese a tutti di ridargliene indietro una parte. Quello che colpisce è il linguaggio con cui descrisse la tassazione. Parlava di « impôt moralisateur », ovvero di «tassa moralizzatrice, educativa». In altre parole era finalizzata, usando il linguaggio dell’epoca, a insegnare agli indigeni il valore del lavoro. Dal momento che la «tassa educativa» era dovuta subito dopo il raccolto, per i contadini il modo più semplice per pagare era vendere una porzione del riso trebbiato ai commercianti cinesi o indiani che s’installarono subito nelle piccole città del paese. Ma al momento del raccolto, il prezzo del riso era, per ovvie ragioni, al minimo: se uno vendeva una parte troppo consistente del suo lavoro, poi non gli rimaneva il necessario per dare da mangiare alla propria famiglia per un anno, e pertanto si vedeva costretto a comprare a sua volta del riso a credito, da quegli stessi commercianti, e più avanti nel tempo, quando i prezzi di mercato erano più alti. Di conseguenza, i contadini si ritrovarono presto irreparabilmente indebitati (mentre i commercianti raddoppiavano le loro entrate, come usurai). La maniera più semplice per saldare il debito era o trovare un raccolto commercializzabile (cash crop) – per esempio, cominciare a coltivare caffè o ananas – altrimenti mandare i propri bambini a lavorare in città oppure nelle piantagioni che i coloni francesi stavano diffondendo nell’isola, per ottenere un salario. Nel suo complesso il progetto potrebbe sembrare nient’altro che un cinico disegno per estorcere forza lavoro a buon mercato ai contadini. Questo è vero, ma c’è di più. Il governo coloniale era stato molto esplicito (almeno nei suoi documenti riservati) sulla necessità di lasciare ai contadini almeno un po’ di denaro, assicurandosi che si abituassero a beni voluttuari di second ‘ordine, disponibili nei negozi cinesi (ombrelli parasole, rossetti, biscotti). Era fondamentale che sviluppassero nuovi gusti, nuove abitudini e aspettative, che gettassero le fondamenta di una domanda di consumo che perdurasse anche dopo che l’esercito conquistatore si fosse ritirato, qualcosa che li legasse per sempre alla Francia. Inoltre, dal momento che le colonie francesi erano obbligate all’autonomia finanziaria, le tasse servivano a sostenere le spese di ferrovie, strade, ponti, piantagioni, tutti progetti che il regime francese desiderava realizzare. Ai contribuenti malgasci nessuno chiese mai se volessero ferrovie, strade, ponti e piantagioni, né i malgasci hanno ebbero mai voce in capitolo su dove e come costruirle. Al contrario, per circa mezzo secolo l’esercito e la polizia francese trucidarono un rilevante numero di abitanti del Madagascar che avevano troppo risolutamente disapprovato quell’ordine di cose (più di mezzo milione di vittime, secondo alcuni resoconti, solo durante la rivolta del 1947). Nonostante il fatto che il Magadascar non avesse mai recato alcun danno comparabile alla Francia, la popolazione di quel paese, fin dal principio, si sentì dire che ERA IN DEBITO CON LA Francia (doveva dei soldi ai francesi). Anche ai nostri giorni il popolo malgascio deve soldi alla Francia e il resto del mondo riconosce la giustizia di questo principio. La «comunità internazionale» si rende pienamente conto che esiste un problema etico solo allorché realizza che il governo malgascio sta rallentando il pagamento del debito. (Tratto dal libro « Debito. I primi 5000 anni » di David Graeber) Ai nostri giorni nessuno considera un crimine contro l’umanità l’aggressione finanziaria verso popoli sovrani, la quale funziona creando dapprima, ad insaputa del popolo, le condizioni di debito in una emessa da un soggetto fuori dal controllo di quel popolo, tecnicamente definita come « moneta non sovrana ». Dopo di che lo stesso soggetto crea le condizioni per cui quel debito sia tecnicamente impagabile, per cui il popolo sovrano si troverà permanentemente in una situazione di debito. Il « soggetto creditore » è sempre, come avvenne in Madagascar, il soggetto che in ultima istanza ha il potere di creare il denaro utilizzato (oggi in minima parte cartaceo e in massima parte scritto su schermi di computers). Il « soggetto debitore » è sempre un soggetto che, non avendo il potere di creare il denaro necessario a pagare il « debito », deve produrre beni reali per ricevere in cambio denaro per pagare una parte di quel debito. Essendo il debito tecnicamente impagabile, il soggetto creditore ha sempre il potere di imporre al soggetto debitore» delle « riforme » in cambio di una leggera riduzione del debito. Naturalmente tali « riforme » sono finalizzate a privare il soggetto debitore di ulteriori ricchezze reali e di porlo in condizioni sempre maggiori di dipendenza dal soggetto creditore. Anche l’Italia, da quando il soggetto creditore non è più lo stato, che rappresenta il popolo, ma una banca centrale controllata da soggetti privati, si trova ad essere un « soggetto debitore » che subisce continue depredazioni di ricchezza reale da parte del soggetto creditore. Oggi l’aggressione militare di una nazione sovrana è generalmente ritenuto un crimine contro l’umanità (a meno che non fatta dagli USA con il sostegno dei mass-media, ma questo è un altro discorso – anzi è lo stesso), mentre l’aggressione finanziaria in corso di una nazione sovrana come l’Italia non è neppure percepito come un fatto in sè, in quanto tutto il sistema dell’informazione di massa e di formazione scolastica non spiega l’esistenza di questi meccanismi. E’ davvero giunto il momento di reagire a questa continua aggressione al popolo italiano, riprendendoci la sovranità monetaria e le ricchezze che i « soggetti creditori » ci hanno sottratto dal 1981 (anno di privatizzazione di fatto della Banca d’Italia) ad oggi.
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  • La mia dichiarazione di voto in merito alle mozioni concernenti “iniziative a sostegno del settore agroalimentare in relazione alla crisi ucraina” che dà di fatto il via libera a cisgenesi e genome editing di cui non conosciamo le conseguenze e che la Corte Giustizia Europea ha equiparato ad OGM! E ricordo a Tutti, anche a lei, Ministro, che qui in Italia, gli OGM sono tuttora VIETATI!

    VIDEO E INTERVENTO QUI ? [a]https%3A%2F%2Fr2020.info%2F2022%2F05%2F11%2Fagroalimentare-e-crisi-ucraina-dich-di-voto-di-sara-cunial%2F[/a]
    La mia dichiarazione di voto in merito alle mozioni concernenti “iniziative a sostegno del settore agroalimentare in relazione alla crisi ucraina” che dà di fatto il via libera a cisgenesi e genome editing di cui non conosciamo le conseguenze e che la Corte Giustizia Europea ha equiparato ad OGM! E ricordo a Tutti, anche a lei, Ministro, che qui in Italia, gli OGM sono tuttora VIETATI! VIDEO E INTERVENTO QUI ? [a]https%3A%2F%2Fr2020.info%2F2022%2F05%2F11%2Fagroalimentare-e-crisi-ucraina-dich-di-voto-di-sara-cunial%2F[/a]
    R2020.INFO
    Agroalimentare e crisi ucraina - Dich. di Voto di Sara Cunial - R2020
    Di seguito la dichiarazione di voto in Aula di Sara Cunial in merito alle mozioni concernenti “iniziative a sostegno del settore agroalimentare in relazione alla […]
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  • COVID-19 E DIRITTI: ESPOSTO-DENUNCIA DA DEPOSITARE IN PROCURA PER AVERE GIUSTIZIA

    Riportiamo l’iniziativa di un’azione legale da replicare attraverso compilazione di un esposto-denuncia già depositato presso la Procura della Repubblica di Udine nell’aprile 2022. Qui potete leggere di cosa si tratta e scarica il modulo per replicare l'azione ?
    [a]https%3A%2F%2Fr2020.info%2F2022%2F05%2F10%2Fgreen-pass-e-discriminazioni-non-piu-tollerabili-denunciare-i-possibili-illeciti-penali%2F[/a]
    COVID-19 E DIRITTI: ESPOSTO-DENUNCIA DA DEPOSITARE IN PROCURA PER AVERE GIUSTIZIA Riportiamo l’iniziativa di un’azione legale da replicare attraverso compilazione di un esposto-denuncia già depositato presso la Procura della Repubblica di Udine nell’aprile 2022. Qui potete leggere di cosa si tratta e scarica il modulo per replicare l'azione ? [a]https%3A%2F%2Fr2020.info%2F2022%2F05%2F10%2Fgreen-pass-e-discriminazioni-non-piu-tollerabili-denunciare-i-possibili-illeciti-penali%2F[/a]
    R2020.INFO
    GREEN PASS E DISCRIMINAZIONI NON PIU' TOLLERABILI: DENUNCIARE I POSSIBILI ILLECITI PENALI - R2020
    Riportiamo l’iniziativa di un’azione legale da replicare attraverso compilazione di un esposto-denuncia già depositato presso la Procura della Repubblica di Udine nell’aprile 2022 dall’avvocato Michele […]
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Arama Sonuçları