Prima l'uovo o la gallina? Questa semplice domanda alla quale ovviamente non c'é risposta ed é alla base, potremmo dire, della metafisica, potrebbe oggi essere riformulata nel seguente modo: i grandi affari che si stanno delineando all'orizzonte in campo energetico sono la causa o la conseguenza della guerra in Ucraina? É noto che in molti Paesi europei e non solo, ci sono movimenti di opinione "contro" qualunque cosa si proponga per risolvere il problema energetico, perché di problema si tratta. Il clima é decisamente cambiato e gli effetti si stanno facendo sempre piú preoccupanti, dunque qualcosa si deve fare. Ma dato che dire no, é sempre piú facile che dire cosa fare, moltissimi partiti hanno fatto del no una bandiera che politicamente paga. No al nucleare, no alle trivellazioni, no a questo no a quello. E dato che non esiste un piano energetico "mondiale", che sarebbe non dico importante, ma NECESSARIO", anche in funzioni delle soluzioni che per motivi geografici e climatici potrebbero essere diverse da Paese a Paese, ed efficaci solo se inquadrate in un piano di lunga durata, siamo alle solite. Si va "sparsi" e senza strategia. In compenso si fanno soldi. Non avere strategie paga. Non noi cittadini che PAGHIAMO. Ma chi prende i soldi per fare, disfare, e rifare. Vedi le centrali atomiche, costruite e dismesse, vedi le miniere, etc etc.
La parola magica é: EMERGENZA.
Adesso si possono fare accordi con Paesi che di politicamente stabile hanno ben poco, vedi, Congo, Egitto, Algeria, naturalmente senza voler offendere nessuno. Adesso si puó ricominciare a pensare a trivellare. Adesso forza, avanti con impianti eolici, fotovoltaici, brutti paesaggisticamente, ma "chisseneimporta." Per darti il permesso di fare una veranda devi sudare sette camice per vincoli paesaggistici, ma riempire vallate e montagne di grandi mostruosi mulini, va bene. Facciamo l'embargo alla Russia, perché altrimenti finanziamo la guerra. Ma una volta cercate e trovate altre "fonti", non si torna indietro. Dunque la guerra in Ucraina serve a cambiare gli equilibri energetici del Mondo ( dove andrá dopo il petrolio e il gas russo? In Cina? O Chissa?) facendo fare affari d'oro agli "impiantisti"? Oppure gli impiantisti faranno affari d'oro perché c'é la guerra in Ucraina?
Ugo Busatti
Prima l'uovo o la gallina? Questa semplice domanda alla quale ovviamente non c'é risposta ed é alla base, potremmo dire, della metafisica, potrebbe oggi essere riformulata nel seguente modo: i grandi affari che si stanno delineando all'orizzonte in campo energetico sono la causa o la conseguenza della guerra in Ucraina? É noto che in molti Paesi europei e non solo, ci sono movimenti di opinione "contro" qualunque cosa si proponga per risolvere il problema energetico, perché di problema si tratta. Il clima é decisamente cambiato e gli effetti si stanno facendo sempre piú preoccupanti, dunque qualcosa si deve fare. Ma dato che dire no, é sempre piú facile che dire cosa fare, moltissimi partiti hanno fatto del no una bandiera che politicamente paga. No al nucleare, no alle trivellazioni, no a questo no a quello. E dato che non esiste un piano energetico "mondiale", che sarebbe non dico importante, ma NECESSARIO", anche in funzioni delle soluzioni che per motivi geografici e climatici potrebbero essere diverse da Paese a Paese, ed efficaci solo se inquadrate in un piano di lunga durata, siamo alle solite. Si va "sparsi" e senza strategia. In compenso si fanno soldi. Non avere strategie paga. Non noi cittadini che PAGHIAMO. Ma chi prende i soldi per fare, disfare, e rifare. Vedi le centrali atomiche, costruite e dismesse, vedi le miniere, etc etc.
La parola magica é: EMERGENZA.
Adesso si possono fare accordi con Paesi che di politicamente stabile hanno ben poco, vedi, Congo, Egitto, Algeria, naturalmente senza voler offendere nessuno. Adesso si puó ricominciare a pensare a trivellare. Adesso forza, avanti con impianti eolici, fotovoltaici, brutti paesaggisticamente, ma "chisseneimporta." Per darti il permesso di fare una veranda devi sudare sette camice per vincoli paesaggistici, ma riempire vallate e montagne di grandi mostruosi mulini, va bene. Facciamo l'embargo alla Russia, perché altrimenti finanziamo la guerra. Ma una volta cercate e trovate altre "fonti", non si torna indietro. Dunque la guerra in Ucraina serve a cambiare gli equilibri energetici del Mondo ( dove andrá dopo il petrolio e il gas russo? In Cina? O Chissa?) facendo fare affari d'oro agli "impiantisti"? Oppure gli impiantisti faranno affari d'oro perché c'é la guerra in Ucraina?
Ugo Busatti