Mentre attendiamo fiduciosi l'invasione delle cavallette per completare il quadro delle divine iatture bibliche, continua a non piovere. Dopo il virus, la guerra, l'inflazione, la povertá strisciante, possiamo definire il nostro prossimo futuro idrico con le parole del presidente francese Macron: " l'etá dell'abbondanza é finita'.
Bene, prepariamoci anche a questo.
In Italia purtroppo le soluzioni semplici ed efficaci non piacciono. I rifiuti potrebbero essere fonte di energia e invece restano depositati nelle strade favorendo malattie e topi. Col nucleare avremmo energia a basso costo e soprattutto pulita, e invece no, guerra ideologica. E adesso ci mettiamo anche i dissalatori.
Il livello dei mari aumenta, le piogge diminuiscono. Ci vuole il cervello di un premio Nobel per capire che dobbiamo darci da fare per usare l'acqua marina per scopi civili? Per bere e per irrigare i campi? Mentre in Israele ed in Spagna lavorano alla grande, i dissalatori sono praticamente proibiti in Italia.
Con un esercizio di acume politico, è stata pubblicata in G.U. n. 134 del 10/6/2022, la legge 17 maggio 2022, n. 60, recante “Disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell'economia circolare”. La cosiddetta legge salva mare che si occupa tra le altre cose della desalinizzazione dell'acqua marina. La novità è che gli impianti di desalinizzazione destinati alla produzione di acqua per il consumo umano sono ammessi solo in casi eccezionali. Il comma 1 dell'articolo 12 recita: "al fine di tutelare l'ambiente marino e costiero, tutti gli impianti di desalinizzazione sono sottoposti a preventiva valutazione di impatto ambientale, di cui alla parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. E si specifica che gli scarichi degli impianti di desalinizzazione sono autorizzati in conformità alla disciplina degli scarichi di cui alla parte terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152."
Per chi é interessato puó leggersi per intero il dettato della legge in questione, sempre che abbia uno stomaco forte. E potrá realizzare che nel nostro povero Paese, le autorizzazioni necessarie per fare un dissalatore sono paragonabili a quelle di una centrale nucleare e possono dar luogo a tempi doppi o tripli rispetto all'iter medio precedente . Si parla di tempi che vanno dai tre ai cinque anni se non di più.
Siamo circondati d'acqua, e moriremo di sete, con i contadini che chiederanno altri "stati di emergenza", ed i prodotti agricoli aumenteranno ancora di prezzo.
Rifiuti a cielo aperto, caro-bollette, mancanza di lavoro stabile, povertá in aumento, giovani allo sbando, finanziamento di guerre inutili...
C'é qualcosa che non va.
Mentre attendiamo fiduciosi l'invasione delle cavallette per completare il quadro delle divine iatture bibliche, continua a non piovere. Dopo il virus, la guerra, l'inflazione, la povertá strisciante, possiamo definire il nostro prossimo futuro idrico con le parole del presidente francese Macron: " l'etá dell'abbondanza é finita'.
Bene, prepariamoci anche a questo.
In Italia purtroppo le soluzioni semplici ed efficaci non piacciono. I rifiuti potrebbero essere fonte di energia e invece restano depositati nelle strade favorendo malattie e topi. Col nucleare avremmo energia a basso costo e soprattutto pulita, e invece no, guerra ideologica. E adesso ci mettiamo anche i dissalatori.
Il livello dei mari aumenta, le piogge diminuiscono. Ci vuole il cervello di un premio Nobel per capire che dobbiamo darci da fare per usare l'acqua marina per scopi civili? Per bere e per irrigare i campi? Mentre in Israele ed in Spagna lavorano alla grande, i dissalatori sono praticamente proibiti in Italia.
Con un esercizio di acume politico, è stata pubblicata in G.U. n. 134 del 10/6/2022, la legge 17 maggio 2022, n. 60, recante “Disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell'economia circolare”. La cosiddetta legge salva mare che si occupa tra le altre cose della desalinizzazione dell'acqua marina. La novità è che gli impianti di desalinizzazione destinati alla produzione di acqua per il consumo umano sono ammessi solo in casi eccezionali. Il comma 1 dell'articolo 12 recita: "al fine di tutelare l'ambiente marino e costiero, tutti gli impianti di desalinizzazione sono sottoposti a preventiva valutazione di impatto ambientale, di cui alla parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. E si specifica che gli scarichi degli impianti di desalinizzazione sono autorizzati in conformità alla disciplina degli scarichi di cui alla parte terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152."
Per chi é interessato puó leggersi per intero il dettato della legge in questione, sempre che abbia uno stomaco forte. E potrá realizzare che nel nostro povero Paese, le autorizzazioni necessarie per fare un dissalatore sono paragonabili a quelle di una centrale nucleare e possono dar luogo a tempi doppi o tripli rispetto all'iter medio precedente . Si parla di tempi che vanno dai tre ai cinque anni se non di più.
Siamo circondati d'acqua, e moriremo di sete, con i contadini che chiederanno altri "stati di emergenza", ed i prodotti agricoli aumenteranno ancora di prezzo.
Rifiuti a cielo aperto, caro-bollette, mancanza di lavoro stabile, povertá in aumento, giovani allo sbando, finanziamento di guerre inutili...
C'é qualcosa che non va.