Nel rapporto Maré, ovvero sullo stato delle spese fiscali, tra le tante una frase é particolarmente illuminante: "Le spese fiscali tendono ad avere un carattere non sistemico e una natura frammentata che ne mette in evidenza il prevalente utilizzo per finalità politiche e di scambio con vari gruppi d’interesse".

Il bello della democrazia, e della "libertá" ne che dovrebbe conseguire, dovrebbe essere la capacitá del Sistema di rimettersi in discussione. Cosa che nelle dittature non lo puó essere.

Ma non serve a nulla e resta una pura esercitazione di ipocrisia, se poi alle dichiarazioni non seguono i fatti.

Sto parlando della ormai improrogabile riduzione delle «spese fiscali». Si tratta di un insieme di deduzioni, detrazioni, sospensioni e riduzioni d’imposta per gruppi specifici di cittadini o imprese che in questi anni non ha fatto che crescere. Fino a un totale di 740 misure.

Chi mi segue da anni, sa che da molto tempo ho sollevato il problema. Che peraltro, nonostante la buona intenzione di Maré e sicuramente della sua competenza, credo che sia ancora non perfettamente inquadrato nella sua incredibile realtá. É il numero piú alto tra i 38 Paesi OCSE, ed inciderebbe, secondo il rapporto, per 128 miliardi l'anno.

La maggior parte di queste misure sono pensate ad hoc per i diversi centri di interesse, piccoli o grandi. É in questo malo-uso del potere politico che sta appunto la spiegazione del perché é bello avere un parlamentare per amico.

Ci hanno provato in tanti a fare questa riduzione, ma si sa che tra "colleghi" non ci si puó combattere. E dunque "nemici" nelle aule del parlamento dove tuonano accuse reciproche, "amici" appena il cartellino si timbra all'uscita, e si va al ristorante a mangiare a spese nostre per fare i soliti inciuci. E questo non é qualunquismo. É triste realtá.

Si dovrebbe intervenire in due fasi: la prima consisterebbe nel tagliare "orizzontalmente" TUTTE queste detrazioni o deduzioni che non siano di ordine sociale. Perché ancora per il momento purtroppo viviamo in un Sistema nel quale giustamente TUTTI paghiamo in corrispondenza alla nostra capacitá, ma poi prendiamo in modo differente. Quindi da noi vale il principio che piú paghiamo, meno prendiamo, altra stortura che dovrebbe essere trattata. E fintanto che non lo sará le facilitazioni fiscali hanno un ruolo sociale e quindi difficilmente sostituibile.

Per avere una societá "giusta" come si riempiono la bocca tutti quanti, dovremo andare verso un ampliamento della qualitá, della quantitá dei servizi e della fruibilitá universale dato che tutti vi avranno contribuito in ossequio all'art 53 della Costituzione.

Nel frattempo in attesa che qualcosa accada, meno male che c'é il Consiglio di Stato che sentenzia, tra l'altro: “La proroga automatica delle concessioni demaniali marittime in essere si pone in frontale contrasto” con varie direttive europee “e va, conseguentemente, disapplicata da qualunque organo dello Stato” scrivono i giudici amministrativi, aggiungendo che anche le nuove norme inserite nel Milleproroghe del 24 febbraio scorso vanno “disapplicate”.

Questa ulteriore proroga alla vergogna delle concessioni é stata condannata.

Ci saranno conseguenze? Lo dubito. E qui sta il massimo della ipocrisia della cosí detta democrazia. Far finta che ci siano le "protezioni", ma poi renderle inefficaci. E tutto resta come prima.
Ugo Busatti
Nel rapporto Maré, ovvero sullo stato delle spese fiscali, tra le tante una frase é particolarmente illuminante: "Le spese fiscali tendono ad avere un carattere non sistemico e una natura frammentata che ne mette in evidenza il prevalente utilizzo per finalità politiche e di scambio con vari gruppi d’interesse". Il bello della democrazia, e della "libertá" ne che dovrebbe conseguire, dovrebbe essere la capacitá del Sistema di rimettersi in discussione. Cosa che nelle dittature non lo puó essere. Ma non serve a nulla e resta una pura esercitazione di ipocrisia, se poi alle dichiarazioni non seguono i fatti. Sto parlando della ormai improrogabile riduzione delle «spese fiscali». Si tratta di un insieme di deduzioni, detrazioni, sospensioni e riduzioni d’imposta per gruppi specifici di cittadini o imprese che in questi anni non ha fatto che crescere. Fino a un totale di 740 misure. Chi mi segue da anni, sa che da molto tempo ho sollevato il problema. Che peraltro, nonostante la buona intenzione di Maré e sicuramente della sua competenza, credo che sia ancora non perfettamente inquadrato nella sua incredibile realtá. É il numero piú alto tra i 38 Paesi OCSE, ed inciderebbe, secondo il rapporto, per 128 miliardi l'anno. La maggior parte di queste misure sono pensate ad hoc per i diversi centri di interesse, piccoli o grandi. É in questo malo-uso del potere politico che sta appunto la spiegazione del perché é bello avere un parlamentare per amico. Ci hanno provato in tanti a fare questa riduzione, ma si sa che tra "colleghi" non ci si puó combattere. E dunque "nemici" nelle aule del parlamento dove tuonano accuse reciproche, "amici" appena il cartellino si timbra all'uscita, e si va al ristorante a mangiare a spese nostre per fare i soliti inciuci. E questo non é qualunquismo. É triste realtá. Si dovrebbe intervenire in due fasi: la prima consisterebbe nel tagliare "orizzontalmente" TUTTE queste detrazioni o deduzioni che non siano di ordine sociale. Perché ancora per il momento purtroppo viviamo in un Sistema nel quale giustamente TUTTI paghiamo in corrispondenza alla nostra capacitá, ma poi prendiamo in modo differente. Quindi da noi vale il principio che piú paghiamo, meno prendiamo, altra stortura che dovrebbe essere trattata. E fintanto che non lo sará le facilitazioni fiscali hanno un ruolo sociale e quindi difficilmente sostituibile. Per avere una societá "giusta" come si riempiono la bocca tutti quanti, dovremo andare verso un ampliamento della qualitá, della quantitá dei servizi e della fruibilitá universale dato che tutti vi avranno contribuito in ossequio all'art 53 della Costituzione. Nel frattempo in attesa che qualcosa accada, meno male che c'é il Consiglio di Stato che sentenzia, tra l'altro: “La proroga automatica delle concessioni demaniali marittime in essere si pone in frontale contrasto” con varie direttive europee “e va, conseguentemente, disapplicata da qualunque organo dello Stato” scrivono i giudici amministrativi, aggiungendo che anche le nuove norme inserite nel Milleproroghe del 24 febbraio scorso vanno “disapplicate”. Questa ulteriore proroga alla vergogna delle concessioni é stata condannata. Ci saranno conseguenze? Lo dubito. E qui sta il massimo della ipocrisia della cosí detta democrazia. Far finta che ci siano le "protezioni", ma poi renderle inefficaci. E tutto resta come prima. Ugo Busatti
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