• [a]https%3A%2F%2Fneoprometheus.org%2Findex.php%2F2022%2F05%2F23%2Fun-giudice-alza-la-testa-contro-la-narrativa-mainstream-e-si-rivolge-ai-propri-colleghi-cosi%2F%3Ffbclid%3DIwAR3TQt2xod9TIand9Fvaxm8jRWa8_dmW2_GIhC4Q5PH63id0DgfR-5KABn4[/a]
    [a]https%3A%2F%2Fneoprometheus.org%2Findex.php%2F2022%2F05%2F23%2Fun-giudice-alza-la-testa-contro-la-narrativa-mainstream-e-si-rivolge-ai-propri-colleghi-cosi%2F%3Ffbclid%3DIwAR3TQt2xod9TIand9Fvaxm8jRWa8_dmW2_GIhC4Q5PH63id0DgfR-5KABn4[/a]
    NEOPROMETHEUS.ORG
    Un giudice alza la testa contro la narrativa mainstream e si rivolge ai propri colleghi cosi' - Neo Prometheus
    Il giudice Alessandra Chiavegatti, oggi in servizio al Tribunale per i Minori di Bologna, fino a gennaio in servizio al penale di Bergamo e in passato già pm a Brescia, durante il convegno svoltosi lo scorso 17 maggio, a Savigliano, dal titolo “
    0 Comments 0 Shares 78 Views 0 Reviews
  • La civiltà sopravviverà solo se riuscirà a liberarsi del NWO
    La civiltà sopravviverà solo se riuscirà a liberarsi del NWO
    0 Comments 0 Shares 77 Views 4 0 Reviews
  • 0 Comments 0 Shares 121 Views 0 Reviews
  • Il Superclan decide, i Giusti muoiono – Editoriale di Margherita Furlan
    "Gli anni passano e anche oggi, come trent’anni fa, le onde del mare s’infrangono ai piedi del promontorio palermitano, quello stesso promontorio che ha visto e che tuttora vede prendere decisioni nefaste per il futuro del pianeta, nel silenzio dei popoli. Nell’omertà di un Paese in cui, a trent’anni dalla strage di Capaci, non c’è più spazio per commemorazioni in cui non si dice la verità..."
    Leggi tutto l'editoriale di Margherita Furlan e guarda il video ? [a]https%3A%2F%2Fr2020.info%2F2022%2F05%2F25%2Fil-superclan-decide-i-giusti-muoiono-editoriale-di-margherita-furlan%2F[/a]
    Il Superclan decide, i Giusti muoiono – Editoriale di Margherita Furlan "Gli anni passano e anche oggi, come trent’anni fa, le onde del mare s’infrangono ai piedi del promontorio palermitano, quello stesso promontorio che ha visto e che tuttora vede prendere decisioni nefaste per il futuro del pianeta, nel silenzio dei popoli. Nell’omertà di un Paese in cui, a trent’anni dalla strage di Capaci, non c’è più spazio per commemorazioni in cui non si dice la verità..." Leggi tutto l'editoriale di Margherita Furlan e guarda il video ? [a]https%3A%2F%2Fr2020.info%2F2022%2F05%2F25%2Fil-superclan-decide-i-giusti-muoiono-editoriale-di-margherita-furlan%2F[/a]
    R2020.INFO
    Il Superclan decide, i Giusti muoiono - Editoriale di Margherita Furlan - R2020
    di Margherita Furlan Gli anni passano e anche oggi, come trent’anni fa, le onde del mare s’infrangono ai piedi del promontorio palermitano, quello stesso promontorio […]
    0 Comments 0 Shares 75 Views 0 Reviews
  • Per avere una vaga idea di chi stiamo armando, guardatevi questo video
    Per avere una vaga idea di chi stiamo armando, guardatevi questo video
    0 Comments 0 Shares 76 Views 4 0 Reviews
  • 0 Comments 0 Shares 75 Views 5 0 Reviews
  • L’uso della moneta per colonizzare un paese: il caso del Madagascar. Chi controlla la moneta, controlla l’economia di un popolo.
    ----------------------------------------------------------------------------------
    Ai nostri giorni, l’aggressione militare è considerata un crimine contro l’umanità e le corti internazionali, quando sono chiamate in causa, di solito chiedono che gli aggressori siano puniti pagando un risarcimento.
    […]
    Nel 1895 la Francia invase il Madagascar, sciogliendo il governo dell’allora regina Ranavalona III e dichiarando il paese colonia francese.
    Tra le prime cose che il generale Gallieni fece dopo la «pacificazione», come piacque chiamarla ai francesi, ci fu l’imposizione di pesanti tasse sulla popolazione malgascia, la quale doveva rimborsare i costi necessari all’invasione.
    La tassa era molto alta e pagabile solo in franchi malgasci, nuovi di zecca. In altre parole, Gallieni stampò moneta e poi chiese a tutti di ridargliene indietro una parte.
    Quello che colpisce è il linguaggio con cui descrisse la tassazione. Parlava di « impôt moralisateur », ovvero di «tassa moralizzatrice, educativa». In altre parole era finalizzata, usando il linguaggio dell’epoca, a insegnare agli indigeni il valore del lavoro.
    Dal momento che la «tassa educativa» era dovuta subito dopo il raccolto, per i contadini il modo più semplice per pagare era vendere una porzione del riso trebbiato ai commercianti cinesi o indiani che s’installarono subito nelle piccole città del paese. Ma al momento del raccolto, il prezzo del riso era, per ovvie ragioni, al minimo: se uno vendeva una parte troppo consistente del suo lavoro, poi non gli rimaneva il necessario per dare da mangiare alla propria famiglia per un anno, e pertanto si vedeva costretto a comprare a sua volta del riso a credito, da quegli stessi commercianti, e più avanti nel tempo, quando i prezzi di mercato erano più alti.
    Di conseguenza, i contadini si ritrovarono presto irreparabilmente indebitati (mentre i commercianti raddoppiavano le loro entrate, come usurai). La maniera più semplice per saldare il debito era o trovare un raccolto commercializzabile (cash crop) – per esempio, cominciare a coltivare caffè o ananas – altrimenti mandare i propri bambini a lavorare in città oppure nelle piantagioni che i coloni francesi stavano diffondendo nell’isola, per ottenere un salario.
    Nel suo complesso il progetto potrebbe sembrare nient’altro che un cinico disegno per estorcere forza lavoro a buon mercato ai contadini. Questo è vero, ma c’è di più. Il governo coloniale era stato molto esplicito (almeno nei suoi documenti riservati) sulla necessità di lasciare ai contadini almeno un po’ di denaro, assicurandosi che si abituassero a beni voluttuari di second ‘ordine, disponibili nei negozi cinesi (ombrelli parasole, rossetti, biscotti). Era fondamentale che sviluppassero nuovi gusti, nuove abitudini e aspettative, che gettassero le fondamenta di una domanda di consumo che perdurasse anche dopo che l’esercito conquistatore si fosse ritirato, qualcosa che li legasse per sempre alla Francia.
    Inoltre, dal momento che le colonie francesi erano obbligate all’autonomia finanziaria, le tasse servivano a sostenere le spese di ferrovie, strade, ponti, piantagioni, tutti progetti che il regime francese desiderava realizzare.
    Ai contribuenti malgasci nessuno chiese mai se volessero ferrovie, strade, ponti e piantagioni, né i malgasci hanno ebbero mai voce in capitolo su dove e come costruirle.
    Al contrario, per circa mezzo secolo l’esercito e la polizia francese trucidarono un rilevante numero di abitanti del Madagascar che avevano troppo risolutamente disapprovato quell’ordine di cose (più di mezzo milione di vittime, secondo alcuni resoconti, solo durante la rivolta del 1947).
    Nonostante il fatto che il Magadascar non avesse mai recato alcun danno comparabile alla Francia, la popolazione di quel paese, fin dal principio, si sentì dire che ERA IN DEBITO CON LA Francia (doveva dei soldi ai francesi).
    Anche ai nostri giorni il popolo malgascio deve soldi alla Francia e il resto del mondo riconosce la giustizia di questo principio. La «comunità internazionale» si rende pienamente conto che esiste un problema etico solo allorché realizza che il governo malgascio sta rallentando il pagamento del debito.
    (Tratto dal libro « Debito. I primi 5000 anni » di David Graeber)
    Ai nostri giorni nessuno considera un crimine contro l’umanità l’aggressione finanziaria verso popoli sovrani, la quale funziona creando dapprima, ad insaputa del popolo, le condizioni di debito in una emessa da un soggetto fuori dal controllo di quel popolo, tecnicamente definita come « moneta non sovrana ».
    Dopo di che lo stesso soggetto crea le condizioni per cui quel debito sia tecnicamente impagabile, per cui il popolo sovrano si troverà permanentemente in una situazione di debito.
    Il « soggetto creditore » è sempre, come avvenne in Madagascar, il soggetto che in ultima istanza ha il potere di creare il denaro utilizzato (oggi in minima parte cartaceo e in massima parte scritto su schermi di computers).
    Il « soggetto debitore » è sempre un soggetto che, non avendo il potere di creare il denaro necessario a pagare il « debito », deve produrre beni reali per ricevere in cambio denaro per pagare una parte di quel debito.
    Essendo il debito tecnicamente impagabile, il soggetto creditore ha sempre il potere di imporre al soggetto debitore» delle « riforme » in cambio di una leggera riduzione del debito. Naturalmente tali « riforme » sono finalizzate a privare il soggetto debitore di ulteriori ricchezze reali e di porlo in condizioni sempre maggiori di dipendenza dal soggetto creditore.
    Anche l’Italia, da quando il soggetto creditore non è più lo stato, che rappresenta il popolo, ma una banca centrale controllata da soggetti privati, si trova ad essere un « soggetto debitore » che subisce continue depredazioni di ricchezza reale da parte del soggetto creditore.
    Oggi l’aggressione militare di una nazione sovrana è generalmente ritenuto un crimine contro l’umanità (a meno che non fatta dagli USA con il sostegno dei mass-media, ma questo è un altro discorso – anzi è lo stesso), mentre l’aggressione finanziaria in corso di una nazione sovrana come l’Italia non è neppure percepito come un fatto in sè, in quanto tutto il sistema dell’informazione di massa e di formazione scolastica non spiega l’esistenza di questi meccanismi.
    E’ davvero giunto il momento di reagire a questa continua aggressione al popolo italiano, riprendendoci la sovranità monetaria e le ricchezze che i « soggetti creditori » ci hanno sottratto dal 1981 (anno di privatizzazione di fatto della Banca d’Italia) ad oggi.
    L’uso della moneta per colonizzare un paese: il caso del Madagascar. Chi controlla la moneta, controlla l’economia di un popolo. ---------------------------------------------------------------------------------- Ai nostri giorni, l’aggressione militare è considerata un crimine contro l’umanità e le corti internazionali, quando sono chiamate in causa, di solito chiedono che gli aggressori siano puniti pagando un risarcimento. […] Nel 1895 la Francia invase il Madagascar, sciogliendo il governo dell’allora regina Ranavalona III e dichiarando il paese colonia francese. Tra le prime cose che il generale Gallieni fece dopo la «pacificazione», come piacque chiamarla ai francesi, ci fu l’imposizione di pesanti tasse sulla popolazione malgascia, la quale doveva rimborsare i costi necessari all’invasione. La tassa era molto alta e pagabile solo in franchi malgasci, nuovi di zecca. In altre parole, Gallieni stampò moneta e poi chiese a tutti di ridargliene indietro una parte. Quello che colpisce è il linguaggio con cui descrisse la tassazione. Parlava di « impôt moralisateur », ovvero di «tassa moralizzatrice, educativa». In altre parole era finalizzata, usando il linguaggio dell’epoca, a insegnare agli indigeni il valore del lavoro. Dal momento che la «tassa educativa» era dovuta subito dopo il raccolto, per i contadini il modo più semplice per pagare era vendere una porzione del riso trebbiato ai commercianti cinesi o indiani che s’installarono subito nelle piccole città del paese. Ma al momento del raccolto, il prezzo del riso era, per ovvie ragioni, al minimo: se uno vendeva una parte troppo consistente del suo lavoro, poi non gli rimaneva il necessario per dare da mangiare alla propria famiglia per un anno, e pertanto si vedeva costretto a comprare a sua volta del riso a credito, da quegli stessi commercianti, e più avanti nel tempo, quando i prezzi di mercato erano più alti. Di conseguenza, i contadini si ritrovarono presto irreparabilmente indebitati (mentre i commercianti raddoppiavano le loro entrate, come usurai). La maniera più semplice per saldare il debito era o trovare un raccolto commercializzabile (cash crop) – per esempio, cominciare a coltivare caffè o ananas – altrimenti mandare i propri bambini a lavorare in città oppure nelle piantagioni che i coloni francesi stavano diffondendo nell’isola, per ottenere un salario. Nel suo complesso il progetto potrebbe sembrare nient’altro che un cinico disegno per estorcere forza lavoro a buon mercato ai contadini. Questo è vero, ma c’è di più. Il governo coloniale era stato molto esplicito (almeno nei suoi documenti riservati) sulla necessità di lasciare ai contadini almeno un po’ di denaro, assicurandosi che si abituassero a beni voluttuari di second ‘ordine, disponibili nei negozi cinesi (ombrelli parasole, rossetti, biscotti). Era fondamentale che sviluppassero nuovi gusti, nuove abitudini e aspettative, che gettassero le fondamenta di una domanda di consumo che perdurasse anche dopo che l’esercito conquistatore si fosse ritirato, qualcosa che li legasse per sempre alla Francia. Inoltre, dal momento che le colonie francesi erano obbligate all’autonomia finanziaria, le tasse servivano a sostenere le spese di ferrovie, strade, ponti, piantagioni, tutti progetti che il regime francese desiderava realizzare. Ai contribuenti malgasci nessuno chiese mai se volessero ferrovie, strade, ponti e piantagioni, né i malgasci hanno ebbero mai voce in capitolo su dove e come costruirle. Al contrario, per circa mezzo secolo l’esercito e la polizia francese trucidarono un rilevante numero di abitanti del Madagascar che avevano troppo risolutamente disapprovato quell’ordine di cose (più di mezzo milione di vittime, secondo alcuni resoconti, solo durante la rivolta del 1947). Nonostante il fatto che il Magadascar non avesse mai recato alcun danno comparabile alla Francia, la popolazione di quel paese, fin dal principio, si sentì dire che ERA IN DEBITO CON LA Francia (doveva dei soldi ai francesi). Anche ai nostri giorni il popolo malgascio deve soldi alla Francia e il resto del mondo riconosce la giustizia di questo principio. La «comunità internazionale» si rende pienamente conto che esiste un problema etico solo allorché realizza che il governo malgascio sta rallentando il pagamento del debito. (Tratto dal libro « Debito. I primi 5000 anni » di David Graeber) Ai nostri giorni nessuno considera un crimine contro l’umanità l’aggressione finanziaria verso popoli sovrani, la quale funziona creando dapprima, ad insaputa del popolo, le condizioni di debito in una emessa da un soggetto fuori dal controllo di quel popolo, tecnicamente definita come « moneta non sovrana ». Dopo di che lo stesso soggetto crea le condizioni per cui quel debito sia tecnicamente impagabile, per cui il popolo sovrano si troverà permanentemente in una situazione di debito. Il « soggetto creditore » è sempre, come avvenne in Madagascar, il soggetto che in ultima istanza ha il potere di creare il denaro utilizzato (oggi in minima parte cartaceo e in massima parte scritto su schermi di computers). Il « soggetto debitore » è sempre un soggetto che, non avendo il potere di creare il denaro necessario a pagare il « debito », deve produrre beni reali per ricevere in cambio denaro per pagare una parte di quel debito. Essendo il debito tecnicamente impagabile, il soggetto creditore ha sempre il potere di imporre al soggetto debitore» delle « riforme » in cambio di una leggera riduzione del debito. Naturalmente tali « riforme » sono finalizzate a privare il soggetto debitore di ulteriori ricchezze reali e di porlo in condizioni sempre maggiori di dipendenza dal soggetto creditore. Anche l’Italia, da quando il soggetto creditore non è più lo stato, che rappresenta il popolo, ma una banca centrale controllata da soggetti privati, si trova ad essere un « soggetto debitore » che subisce continue depredazioni di ricchezza reale da parte del soggetto creditore. Oggi l’aggressione militare di una nazione sovrana è generalmente ritenuto un crimine contro l’umanità (a meno che non fatta dagli USA con il sostegno dei mass-media, ma questo è un altro discorso – anzi è lo stesso), mentre l’aggressione finanziaria in corso di una nazione sovrana come l’Italia non è neppure percepito come un fatto in sè, in quanto tutto il sistema dell’informazione di massa e di formazione scolastica non spiega l’esistenza di questi meccanismi. E’ davvero giunto il momento di reagire a questa continua aggressione al popolo italiano, riprendendoci la sovranità monetaria e le ricchezze che i « soggetti creditori » ci hanno sottratto dal 1981 (anno di privatizzazione di fatto della Banca d’Italia) ad oggi.
    0 Comments 0 Shares 219 Views 0 Reviews
  • Durante i mesi più cupi dell’emergenza sanitaria, la consapevolezza di dover frenare la movimentazione sociale e i viaggi ha arrestato le attività del settore turistico, con immense problematiche per l’intera filiera turistica, dagli alberghi alle agenzie di viaggio. La Commissione europea ha approvato i regimi di sostegno previsti da due bandi PNRR, lanciati nei mesi passati, e da un precedente tax credit. Tale programmazione, in Italia, consente di aver accesso ad oltre un 1 miliardo di euro stanziati per supportare le imprese turistiche danneggiate dalla pandemia. Il primo bando meritevole di attenzione è quello relativo al superbonus alberghi 2022, che presenta un mix di incentivi tra finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto e che si rivolge ad una platea molto più ampia di beneficiari che include gli operatori fieristici, gli stabilimenti balneari e termali, i porti turistici e i parchi a tema. L’altro bando è quello legato al bonus digitalizzazione agenzie di viaggio, la misura da 98 milioni di euro gestita da Invitalia che concede un credito d’imposta per le agenzie di viaggio e i tour operator che decidono di avviare investimenti tecnologici e digitali, promuovendo un turismo 4.0 e altamente innovativo. Sostanzialmente, l’obiettivo della Commissione europea è presentare un pacchetto di aiuti per soddisfare il fabbisogno di liquidità dei beneficiari, aiutandoli a proseguire le attività durante l’attuale fase storica e in quella successiva. Altro aspetto da non sottovalutare per gli operatori della filiera e per le agenzie di viaggio riguarda il precedente credito d’imposta, varato nei primi mesi della pandemia, prima delle messa a punto del pacchetto PNRR. Si tratta della misura prevista dall’articolo 79 del DL 104-2020 (il cosiddetto decreto Agosto) che ha elevato al 65% il credito d’imposta per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture turistico ricettive (incluse quelle all’aperto come agriturismi e campeggi) e delle terme. In questo caso i fondi sul piatto ammontano a 380 milioni di euro che, stando a quanto riportato nella decisione, dovrebbero essere andati a beneficio di oltre 2mila imprese. L’approvazione della programmazione economica della Commissione europea è successiva alla verifica da parte delle autorità europea che le misure messe in campo dall’Italia sono “necessarie, adeguate e proporzionate” per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro che nel settore del turismo concentra una fetta importante della propria attività economica nazionale.
    Durante i mesi più cupi dell’emergenza sanitaria, la consapevolezza di dover frenare la movimentazione sociale e i viaggi ha arrestato le attività del settore turistico, con immense problematiche per l’intera filiera turistica, dagli alberghi alle agenzie di viaggio. La Commissione europea ha approvato i regimi di sostegno previsti da due bandi PNRR, lanciati nei mesi passati, e da un precedente tax credit. Tale programmazione, in Italia, consente di aver accesso ad oltre un 1 miliardo di euro stanziati per supportare le imprese turistiche danneggiate dalla pandemia. Il primo bando meritevole di attenzione è quello relativo al superbonus alberghi 2022, che presenta un mix di incentivi tra finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto e che si rivolge ad una platea molto più ampia di beneficiari che include gli operatori fieristici, gli stabilimenti balneari e termali, i porti turistici e i parchi a tema. L’altro bando è quello legato al bonus digitalizzazione agenzie di viaggio, la misura da 98 milioni di euro gestita da Invitalia che concede un credito d’imposta per le agenzie di viaggio e i tour operator che decidono di avviare investimenti tecnologici e digitali, promuovendo un turismo 4.0 e altamente innovativo. Sostanzialmente, l’obiettivo della Commissione europea è presentare un pacchetto di aiuti per soddisfare il fabbisogno di liquidità dei beneficiari, aiutandoli a proseguire le attività durante l’attuale fase storica e in quella successiva. Altro aspetto da non sottovalutare per gli operatori della filiera e per le agenzie di viaggio riguarda il precedente credito d’imposta, varato nei primi mesi della pandemia, prima delle messa a punto del pacchetto PNRR. Si tratta della misura prevista dall’articolo 79 del DL 104-2020 (il cosiddetto decreto Agosto) che ha elevato al 65% il credito d’imposta per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture turistico ricettive (incluse quelle all’aperto come agriturismi e campeggi) e delle terme. In questo caso i fondi sul piatto ammontano a 380 milioni di euro che, stando a quanto riportato nella decisione, dovrebbero essere andati a beneficio di oltre 2mila imprese. L’approvazione della programmazione economica della Commissione europea è successiva alla verifica da parte delle autorità europea che le misure messe in campo dall’Italia sono “necessarie, adeguate e proporzionate” per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro che nel settore del turismo concentra una fetta importante della propria attività economica nazionale.
    0 Comments 1 Shares 107 Views 0 Reviews
  • Durante i mesi più cupi dell’emergenza sanitaria, la consapevolezza di dover frenare la movimentazione sociale e i viaggi ha arrestato le attività del settore turistico, con immense problematiche per l’intera filiera turistica, dagli alberghi alle agenzie di viaggio. La Commissione europea ha approvato i regimi di sostegno previsti da due bandi PNRR, lanciati nei mesi passati, e da un precedente tax credit. Tale programmazione, in Italia, consente di aver accesso ad oltre un 1 miliardo di euro stanziati per supportare le imprese turistiche danneggiate dalla pandemia. Il primo bando meritevole di attenzione è quello relativo al superbonus alberghi 2022, che presenta un mix di incentivi tra finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto e che si rivolge ad una platea molto più ampia di beneficiari che include gli operatori fieristici, gli stabilimenti balneari e termali, i porti turistici e i parchi a tema. L’altro bando è quello legato al bonus digitalizzazione agenzie di viaggio, la misura da 98 milioni di euro gestita da Invitalia che concede un credito d’imposta per le agenzie di viaggio e i tour operator che decidono di avviare investimenti tecnologici e digitali, promuovendo un turismo 4.0 e altamente innovativo. Sostanzialmente, l’obiettivo della Commissione europea è presentare un pacchetto di aiuti per soddisfare il fabbisogno di liquidità dei beneficiari, aiutandoli a proseguire le attività durante l’attuale fase storica e in quella successiva. Altro aspetto da non sottovalutare per gli operatori della filiera e per le agenzie di viaggio riguarda il precedente credito d’imposta, varato nei primi mesi della pandemia, prima delle messa a punto del pacchetto PNRR. Si tratta della misura prevista dall’articolo 79 del DL 104-2020 (il cosiddetto decreto Agosto) che ha elevato al 65% il credito d’imposta per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture turistico ricettive (incluse quelle all’aperto come agriturismi e campeggi) e delle terme. In questo caso i fondi sul piatto ammontano a 380 milioni di euro che, stando a quanto riportato nella decisione, dovrebbero essere andati a beneficio di oltre 2mila imprese. L’approvazione della programmazione economica della Commissione europea è successiva alla verifica da parte delle autorità europea che le misure messe in campo dall’Italia sono “necessarie, adeguate e proporzionate” per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro che nel settore del turismo concentra una fetta importante della propria attività economica nazionale.
    0 Comments 0 Shares 73 Views 0 Reviews
  • 0 Comments 0 Shares 77 Views 4 0 Reviews